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*SOPHIA E IL SUO MONDO*

In punta di piedi cammino tra petali di fiori...

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15.12.09

Zampognari

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Ecco, ci siamo!

Natale si avvicina a grandi passi, con il suo bagaglio di aspettative e fascino, con il solito viavai di gente per le strade e nei negozi, tutti in cerca  del regalino giusto da fare ai propri cari.

Ricordo anni fa che lungo la strada principale della mia città arrivavano gli zampognari, non so da che paese del sud provenissero, ma con la loro caratteristica musica esaltavano ancor di più quell’atmosfera magica.

Anche quest’anno c’è la musica lungo il Corso, ma proviene dalle casse mimetizzate tra gli addobbi, è bella anche questa, niente da dire, ma vuoi mettere gli Zampognari?

Si sarà persa anche quest’usanza?

Buon Natale a tutti!

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15.11.09

Tempo di regali

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 Tempo di regali


E’ tempo di pensare ai regali …. Dicembre ormai è dietro l’angolo e sarebbe buona cosa prepararsi con un po’ di anticipo per evitare il caos degli ultimi giorni. La fretta e la confusione non sono buone consigliere, un regalo è qualcosa di te che doni a qualcuno per questo sarebbe bene sceglierlo con cura.


Se fatto col cuore un regalo ti dona più di quello che dai …


Può capitare che un regalo apra porte rimaste chiuse per troppo tempo, oppure che le chiuda definitivamente. Ci sono regali che non arrivano mai, quelli che aspetti senza dirlo a nessuno, desideri che tieni nel cuore e per i quali non ci sono letterine da spedire, né candeline da spegnere, né geni della lampada che ti possano aiutare, al più ti azzardi a esprimerli se hai la fortuna di vedere una stella cadente.


Sfido chiunque a dire che non ne ha!


Io, entrando nei negozi, abbagliata da luci e colori, mi accorgo che se prima avevo una mezza idea, dopo mi ritrovo con la testa completamente vuota, nulla mi affascina, nulla attira la mia attenzione, così esco, faccio un bel respiro profondo e mi dico, ci penserò domani…


Intanto il tempo passa …

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19.09.09

Autunno

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L’autunno sta spingendo prepotentemente la porta settembrina spazzando via gli ultimi pezzetti d’estate, li ha sparpagliati lungo le strade alberate, tra le foglie ingiallite.
Mi piacciono i colori dell’autunno, il rosso, il giallo e il brunito delle foglie, l’indaco del cielo limpido. Mi piacciono i refoli di vento che raccolgono le foglie le sollevano e le lasciano ricadere in piccoli e leggeri mulinelli. Quel venticello che scompiglia i capelli e spazza via le nubi lasciando spazio a un raggio di sole ancora assonnato che scioglie la nebbia.
La vecchina dei giardinetti  si sposta da una panchina all’altra, a cercare quel timido raggio di sole per scaldarsi.
L’autunno, stagione dei colori, stagione da dipingere, non serve la fantasia, sta tutto a portata di sguardi …

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13.08.09

Pensieri

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Una sequenza di dolci e tristi pensieri passano per la testa.

Vagano senza meta

Non trovano pace

Alcuni cercano una risposta che non so dare

Cercano una parola, una  timida carezza che non trovo

Scorrono lasciando tracce indelebili, li lascio andare con la speranza che un giorno,

possano trovare quella tranquillità che stanno cercando

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24.07.09

Pignatta

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Luglio, tempo di vacanze, di ombrelloni, di gite in montagna, di mettersi pigramente sullo sdraio mentre il gatto di casa fa le fusa … ma è anche tempo di sagre.
Non so da voi, ma qui, nella mia piccola città ancora le fanno.
Una volta, ogni borgo aveva la sua sagra, ora invece ne sono rimaste solo due, la sagra di sant’Anna e la sagra di san Rocco. Io abito nel rione s. Anna e proprio in questi giorni c’è questa festa; musica, ballo, chioschi con una varietà infinita di specialità gastronomiche: gnocchi, gulasch, fagioli, patatine, grigliate di pollo, salsicce, cevapcici e spiedini, e per finire palacinche e vino con le pesche.
In poche parole, fino alla mezzanotte, è quasi impossibile dormire, perché la musica si sente eccome!
Così ci si mette il cuore in pace e ci si tappa in casa, oppure, e secondo me è la scelta migliore, si va in sagra.
Ieri sera appunto, stavo girovagando tra i tavoli in cerca di un posticino, dove metterci, quando sento:
Ma guarda un po’ chi si rivede, la pignatta!
Sul momento non ho dato importanza, non pensavo che la frase fosse rivolta a me … dopo un attimo però, mi giro e guardo nella direzione da dove era pervenuta quell’esclamazione, e lo vedo!
Beh, naturalmente se l’avessi incontrato per strada, probabilmente non l’avrei riconosciuto, tanto era cambiato.  Pancetta prominente, non molto alto, anzi, direi bassino, una bella pelata in testa, occhiali da vista … ma il sorriso era inconfondibile.
Sergio, il ciclista, così lo chiamavamo noi ragazzine. Perché stava sempre a cavallo della sua vecchia e sgangherata bici. Ad essere sincera, non era neanche  simpatico, perché aveva un modo di fare strafottente e prendeva sempre in giro tutte.
L’appellativo “Pignatta” me l’aveva appioppato un giorno che, non ricordo per quale motivo, mi aveva beccata mentre stavo piangendo, ero piccolina, e bastava poco per farmi piangere. Lui era passato con la sua bici davanti a casa, mi aveva vista e ridendo aveva esclamato:
 - ma daaai, si può sapere perché piangi come una pignatta bucata?
Non vi sto a dire le risate dei miei fratelli, da quel giorno, ogni volta che m’incontrava, non mi chiamava più per nome, bensì “Pignatta”.
Negli anni poi, quando lo intravedevo da lontano, cercavo di evitarlo, per non dargli modo di esibirsi nelle sua performance, mi vergognavo da morire!  Poteva capitare di incontrarlo per il Corso, magari mentre passeggiavo con le amichette, tutte agghindate a festa e lui, sempre a cavallo della sua bici (forse l’aveva cambiata …) che gridava: ciao Pignatta!
Grrrrrrrr!
Con gli anni ci siamo persi di vista, parecchie volte mi ero chiesta che fine avesse fatto.
Ieri sera, quella esclamazione nel brusio della sagra ...  un momento di esitazione … e poi ridendo mi sono avvicinata e ci siamo abbracciati!
Che bei tempi!
Sergio era emigrato in Canada, e dopo 50 anni finalmente è potuto ritornate nella sua città d’origine anche se solo per poco tempo.
-Ti avrei riconosciuta tra mille ha detto, hai sempre quel broncio sulle labbra …
Va beh! Ho risposto, per stasera ti perdono, ma che non ti passi per la testa di ricominciare la solita storia ogni volta che mi vedi!
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03.07.09

Previsioni catastrofiche

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E’ da qualche tempo che sento alla TV e leggo sui giornali che il 21 dicembre 2012 ci sarà la fine del mondo.
Una fine del mondo non devastante come viene spontaneo immaginare, ma intesa come nuova era, insomma succederà qualcosa, un evento che cambierà sia la terra sia l’essere umano che sopravviverà.
Ho spaziato un po’ nel web, ho letto parecchie cose, ma non ho capito molto …
Il calendario del popolo maya termina proprio in quella data e loro erano riusciti a prevedere l’eclisse del sole dell’undici agosto 1999, quindi una sia pur piccola credibilità gliela possiamo dare.
Il 21/12/2012 qualcosa succederà, nulla di preciso è stato detto o scritto, potrebbe essere un improvviso cambiamento climatico dovuto all’arresto della rotazione della Terra sul proprio asse, arresto che dovrebbe perdurare per 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso. Le conseguenze saranno eventi climatici e sismici anormali e di grandi proporzioni ai quali, chi sopravvivrà si dovrà adeguare e trovare nuove risorse applicabili alla situazione. Mi vien da pensare a un’esistenza senza tutte le comodità cui siamo abituati, insomma un’era tipo uomo delle caverne …
Certo che, se davvero dovesse accadere, sarà un’esperienza non del tutto idilliaca sopratutto per i nostri giovani abituati al benessere e a tutte le nuove tecnologie.
Da parte mia una cosa è certa, nonostante  a quella data non manchi poi molto, sono dell’opinione che il nostro destino è stato scritto nei tempi, noi lo possiamo solo percorrere, e nella migliore delle ipotesi, farlo con onestà e rettitudine.
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14.06.09

Vorrei riavere i miei vent'anni

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Ho letto da qualche parte che invecchiare è bello …


Spesso il mio pensiero si sofferma su questa frase, e immediatamente sorge spontanea una domanda: che me ne faccio della saggezza, di tutta la mia esperienza, se la mano trema, se mi commuovo per un nonnulla, se la TV mi annoia, se spesso dimentico luogo e nome, se il salire le scale diventa un’impresa, se la confusione mi manda in tilt?
Vedo tanti vecchi soli e abbandonati, pare diano fastidio, annoiano se stessi e il mondo.
Già, questo è un argomento che si tende a evitare, tutti a dire che sono amati, poi arriva la data delle ferie e se sono fortunati, sono messi a parcheggiare in una clinica o in una struttura dove suorine premurose li accudiscono, altrimenti restano a casa soli ad aspettare.
Mi sono vista allo specchio, sarà che l’abbronzatura delle terme ha un po’ evidenziato le mie rughette, ma  in questo momento  desidererei proprio una bella bacchetta magica, un solo desiderio: vorrei riavere i miei vent’anni …

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26.04.09

Guardare avanti

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Si sentono nell’aria profumi e odori di una stagione che lentamente si fa largo tra refoli di vento e lacrime insistenti di pioggia.

E tutti noi a guardare ognuno il proprio pezzo di cielo, una trama di vita che per istanti rappresenta l’infinito, il sempre …

Bagagli di sensazioni che si alternano, ricchi di sfumature e di colori che ti fanno stare bene dentro, altri inodori e grigi per niente simili ai precedenti, come l’odore acre del fumo, certe sensazioni ti svuotano, scavano gallerie contorte là dove credevi che regnasse solo amore.

Stamattina, con le prime luci dell’alba sono uscita per respirare questi profumi primaverili, e trovo il merlo sul mio terrazzo che con spasmodica furia beccava nei miei vasi di gerani; li avevo messi a dimora appena il giorno prima, ben allineati e sistemati con terriccio fresco e ora mi ritrovo un disastro, terra sparpagliata ovunque, le mie povere piantine sradicate e tristi, i vasi mezzi vuoti …

Giù, tra le siepi del giardino, mamma merla sta costruendo il nuovo nido, evidentemente ha fretta, e non ha trovato di meglio che il mio terrazzo per recuperare il materiale che le serve?

Con la pazienza che mi è consona, ho ripulito tutto, sotterrato con diligenza le radici dei miei poveri fiori ed ho sistemato delle retine per far si che il fattaccio non si ripetesse, tutto ciò mentre la merla mi svolazzava intorno preoccupata e probabilmente anche scocciata per averle interrotto il suo “lavoro” e la sua fretta di preparare un posto caldo dove depositare le uova.

La vita a volte ci presenta dei conti imprevisti, conti salati e amari, difficili da digerire, ma, che dobbiamo per forza di cose elaborare e accettare, così come l’uccellino ha dovuto cambiare rotta per trovare il materiale per il suo nido, anch’io mi sto avviando verso giorni nuovi, giorni che mi  impegneranno ad affrontare e se possibile risolvere le difficoltà che hanno portato tanto scompiglio nella mia vita.

Non devo fermarmi, continuo a camminare, voglio raggiungere il punto, dove le strade si uniscono e dove finalmente cammineremo ancora tutti assieme.   

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10.04.09

Pasqua triste

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L'Aquila - Poche parole di fronte alla catastrofe. "Ci inchiniamo davanti all'enigma della morte". "L’Italia intera è oggi raccolta attorno alle bare delle vittime del terremoto, e mostra di credere nei valori della solidarietà e fraternità.
Questi sono valori saldi nel popolo italiano". Lo ha detto il cardinal Bertone, invitando "all’omaggio alle vittime", al "compianto e alla preghiera, stretti idealmente attorno alle bare".

E' un Venerdì Santo ancora più Santo oggi,santo per quelle anime che sono tornate in cielo o dovunque sia la casa delle anime quando lasciano il corpo che era stato loro affidato e Santo per quelli che sono rimasti,che dopo aver vissuto e visto la morte tanto da vicino tentano di ritrovare una ragione per vivere.
In genere il Venerdì santo è sempre triste, spesso piovoso come se il cielo volesse ricordare "quel venerdì santo" quando Gesù lasciò il passaggio terreno per ricongiungersi col Padre, col Tutto,  eppure oggi è uscito un sole caldo e speranzoso di vita, come ad augurare vita a chi, riemerso dalla polvere della distruzione e della disperazione, sta riprendendo a camminare.

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http://www.attimipreziosi.altervista.org/Scrippy_file/pasqua2.htm

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30.03.09

Liberiamo i libri ...

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Qualche tempo fa, nell’atrio del mio palazzo, proprio sotto le cassette delle lettere stavano messi ordinatamente in bella mostra un paio di libri, sono rimasi là diversi giorni, fino a che mi sono decisa, li ho presi e letti.

Due romanzetti leggeri e carini, che ho in sostanza divorato, poi li ho rimessi al loro posto, e qualche giorno dopo non c’erano più ….

Non ricordo più, dove ho letto la frase: LIBERIAMO I LIBRI, se ricordo bene, l’ha detta Paulo Coelho.

Lo scrittore diceva che il libro dovrebbe viaggiare da un lettore all’altro, inutile accumulate testi negli scaffali con l’intenzione di consultarli in seguito, tanto la gran parte di essi non si leggerà più.  Ieri sera anche mio figlio ha fatto la stessa constatazione.

 Credo che sia una buona idea quella di farli girare … sai mamma, ha detto, a volte lascio il libro che ho appena terminato di leggere sul sedile del treno, lui fa il pendolare Gorizia - Trieste e viceversa, e alcune volte ne ho pure trovati … penso che sia una bella idea quella di scambiarceli.

Stamattina mentre spolveravo la mia libreria, mi sono detta che forse sarebbe stato il caso di …. Ho frugato tra i miei libri, e loro credo che hanno capito subito le mie intenzioni, man mano che ne sfioravo uno, un ricordo, un’emozione hanno frenato la mia voglia di pulizia ….

Alcuni sì, mi hanno lasciato indifferente, quelli che non sono neppure riuscita a finire di leggere, capita ogni tanto di acquistare un libro e rimanere delusi poi … mi sono detta: se hanno deluso me, perché annoiare altri?

Sarà che mi affeziono alle mie cose e abbandonarli così mi pare quasi di tradirli, preferisco regalarli a qualcuno che ha voglia di leggere e vedere quel guizzo di curiosità negli occhi di chi li riceve.

Alla fine ho messo da parte qualcuno, quelli che non hanno saputo darmi nessuna vibrazione, solo che ora sto pensando, chissà se saranno capaci di darne ad altri …

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