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24.12.09
QUAL SEGNO D'AMORE ETERNO

In disparte resto
e a rimirar il cielo
silente siedo
eremita dal cuor di carne
dischiuso a questo tempo.
Nella tenebre
lo stupore scorgo ancora;
celato giace
nel talamo innocente di bambino.
Ecco si dona
e ora comprendo
quando
l'aurora s'alza
e l'ombra s'accende rivestita di sole:
è Dio che respira dopo la notte
qual segno d'amore eterno.
(C) Copyright
Paolo Musolino

BUON
VERO NATALE
DI CUORE
06.12.09
SE QUESTA E' VITA

E come potrei
gli occhi serrare
e alla notte arrendere
il peregrino mio pensiero
se per i selciati del mondo
la vita precipitosa
nell'opaco fluir dell'ore
a scivolar vacillando
in abissi logori
discende.
Se un bimbo
non prova più fame
perchè una madre
con veemenza strappa
dall'incolpevole bocca
turgida la mammella
e cedevole il tenero cuor arresta.
-Ne odo i rintocchi
si fanno sempre più lenti-
m'affanno a comprenderne
l'insopportabile vuoto...
Se un uomo
accerchia un altro uomo
nelle spire di grinfie ovattate
e in ogni angolo
esplodono inesorabili
lacrime che a sangue si mescolano.
Se banchetti d'ingozza avidità
incuranti baldanzano
sordi ai richiami
di chi neppur conosce
che è il frumento
a far germinare
la fragranza del quotidiano pane...
Un giorno
e un altro ancora
non mi bastano
per intendere
se questa è vita
quando l'umana mente
in oscuri labirinti
si perde...
Fiacco,
d'affanno ricolmo
inquieto
prigioniero
nelle viscere d'una beffarda nebbia
le membra rimetto
all'inevitabile sonno
e annego
in burrascosi sogni
che a galla trascinano
il medesimo sfondo.
(C) Copyright
Paolo Musolino

25.11.09
LA PROFONDITA' NASCOSTA

.
Qui
quando intriso d'esile languore
s'impiglia fragile
il pensier mio vago.
Qui
quando nella notte
il tempo
trafitto dalla luna
si ferma
e le stelle
esalano terso l'ultimo volo cadente.
Qui
quando
il cuor leggero freme
e all'altrui vista si contiene
e l'atmosfera si trasforma
in brezza senza vento.
Qui
quando l'aria
più spessa si carica
di tacito oblio
e il giorno diviene abitudine,
l'anima cede
le sue piogge di cristallo
inonda
il mio deserto arso
e divengo una parola,
un soffio,
che fugge al dialogo del silenzio.
Così muoio e rinasco
ogni misero istante
nella profondità più nascosta
ascoltando il rumore
silenzioso dell'attimo
dipingerne indelebile
su tela candida il suo fruscio.
.
(C) Copyright
Paolo Musolino
Tutti i diritti riservati

19.10.09
11.10.09
PRODIGIO

En la intimidad envuelta
por bordes de desnuda verdad
persuasiva yace
el cuerpo
que inebria caliente
de miel la passion...
Se mezcla
en la copa de escancias
silente el sapor de amor
y en un aliento
he aqui..
dentro de tu vientre
ya olfateo
palpitar leve
de cuento vida.
(Traduzione)
Nell'intimità avvolta
da lembi di nuda verità
suadente giace
il corpo
che di miele
inebria
calda la passione...
Si mescola
nella coppa dei mesciti
silente il sapor d'amore
e in un alito
ecco...
dentro il tuo ventre
già fiuto
il palpitar lieve
di novella vita.
(C) Copyringht
Paolo Musolino

22.09.09
QUAL SOMMESSO CANTO

Parlerò al silenzio
alle aggrovigliate radici
di fronde appassite
che l'orizzonte
in lontananza ammanta.
Al volto livido di luna
che dal ciel di biancore venato s'affaccia.
Ai giorni,
ai mesi
agli anni.
Al fugace tempo
che
inclemente reclina
e giunge
sui palpiti del fluir mio lento...
Frugherò
nell'arsura dell'indifferenza
irrequieta la voce
che soffocata
graffia i battiti
di prolissi giorni...
La mia parola
stremata
lucida e dolente
navigherà
qual sommesso canto
folata di vento
flebile
su sponde
che sovrastano e separono
il mutar delle stagioni.
Nell'estremo grido di gabbiani
veleggerà lo spasimo
quando l'onde sfiorate
ansano blanda una carezza.
Adagerò brandelli di fiato
di cui l'ansia di vivere si nutre
come tremula esistenza
di falena monca...
Consegnerò così
l'ultimo fremito
per concepir dall'esili ali
danza di soave melodia
sul sentiero senza musica
accostando gemme di dolore
prima d'aver amore eterno.
(C) Copyright
Paolo Musolino

17.08.09
LA MIA TERRA

Alla Calabria.
Al Sud.
La mia terra
è disfatta
squarciata
affiorata per sorte
nello schianto
dell'esecuzione universale.
Il sole arroventato investe
l'aspre rupi
eppure vanno fieri
verso il mare ad apparire:
hanno indosso
la fatica d'uomini semplici
e s'avvinghiano
a celar gelosi
il lavorìo
del sudato pane
dell'arida acqua
che ancor il cuor rammenta...
Ma qui
i giorni
han femito di zagara
che l'aria tenue investe
e le sere
pleniluni di zaffiro
che s'espandono
a titillar lievi l'onde del mar d'Ulisse.
Potrai udire ancora
il suono dell'arpe
di Calcide orare
e antica la nenia cullar
la nave di Vitulia in tempesta...
Qui dove intarsi di vento
graffiano il cielo
e nubifragi snodano incuranti,
la mia terra
su polvere irrorata
sa impastar l'argilla
e crear da cimeli di sale
fin'anche limpide stelle.
(C) Copyright
Paolo Musolino
01.08.09
NELL'ECO DELL'ANIMO

Ora che il cuore
è un fremito
scardinato dal confine del corpo
e laceri
i resti solcano
il respiro del vento,
il silenzio
ovattato evapora
dilaga per l'aria consumata d'attesa...
L'aurora contusa
in dissolvenze
infrange
il preludio commosso
che la notte silente
al cielo irradia
sulle rive assopite dell'anima .
Avanza ancora un palpito,
sparso si muove
in cerca d'una meta...
senza veli posa
e stanco
dentro l'umana attività perenne
s'avvolge.
Il tempo
frastaglia pause di parole
che nella sua planimetria velata
ripone i miei languori
all'ormeggio di solitari dinieghi.
.
.
(C) Copyright
Paolo Musolino
.
23.06.09
FRAMMENTI D'ISTANTE

Ascolta.
Entro i confini lievi
che il greve giorno adagia
senti il cuor
smarrito fiatare
in velami di pensieri
che l'attimo tremante impiglia.
Discendono lontani
e pur vicini
nell'altalena stordita dagli anni;
l'universale incedere investono
e vibrando in tinnuli frammenti
sussultano
reclinano
s'adagiano
e nudi si schiantano
poi s'alzano
e come ugual nubi
sparse
in terra scendono
a lambire
il bianco e il nero
dell'ombre della sera
del mattino
e dell'istante che ci consuma...
Taci.
Ancora un poco taci,
udrai ogni emozione
dissolversi in sussulto...
Senza fine
mugola alla luna
ma in fondo
è soavità paziente
d'ogni gioia quotidiana
che attende a divenire.
Vedi come il tempo trema!
e scorre
e vaga
e stringe
cresce...
Ed io
se poeta nell'animo non fossi
ai confini dell'anima
avrei tremore.
(C) Copyright
Paolo Musolino

08.06.09
GIARDINO (S)FIORITO

"SQUARCIO"
Pastello 30x20
(C)
Art-Paolo Musolino
Lembi squarciati
si perdono
tra zolle recise...
Disciolti sospiri
senza rumore
solcano nella mente
l'armonia evocata dal cuore
e investono
ai confini dell'anima
atomi che addensano aloni
nel fremito d'un cielo assonnato.
Ho visto alberi
trasudare
come torcia al vento
e foglie verdi
remare silente l'aria.
Possiedo indosso
il travaglio cresciuto dell'ombra
quando
scheggiata assalta la luce
e nuda posa
a circondar del giorno
sbiadite le note inarcate
su spighe mature.
Il mio zenith
imbeve sordide le nubi
e la cenere veste
il cristallo del dolore
in aliti di vento..
Prolisso
trasla tormenti
e il pensier vago
appende
intrisa la polvere
d'ignobili rughe
che incavano
il seno maculato
sul giardino fiorito.
(C) Copyright
Paolo Musolino
