Categoria: Eventi quotidiani

05.01.10

EVVIVA LA BEFANA

21:47:50, Categorie: Emozioni e Ricordi, Eventi quotidiani  
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Carissimi Amici

fra poco l’adorata "Vecchietta" arriverà per la gioia di tutti i bambini ed io voglio festeggiarla come si deve, ricordo che da piccina aspettavo con trepidazione lo scoccare della mezzanotte e non riuscivo a dormire dall’agitazione. Altri tempi, bei tempi, purtroppo andati. Stasera mi è venuta alla mente la dolce attesa e così sperando che anche i bambini di oggi possano godere del suo arrivo, anche se ormai non c’è più la candida gioia di allora, voglio condividere con voi questo mio scritto per rendere omaggio alla “cara Befana”, o Epifania e come vuole la tradizione ahimè “tutte le Feste si porta via”. La storia che riporto naturalmente non è farina del mio sacco, l’ho presa da Wikipedia e mi fa’ piacere condividerla con voi, mentre i versi sono miei e li dedico a tutti voi con sincero affetto augurando a tutte le donne e anche ai maschietti, naturalmente, una Serena Befana da trascorrere in dolce compagnia.

"La Befana, corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa, è una tipica figura del folklore di alcune parti d’Italia centrale appenninica, diffusasi in tutta Italia. Appartiene alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie.

Secondo la tradizione italiana la Befana fa visita ai bambini il 6 gennaio, durante la notte dell'epifania, per riempire le calze lasciate da essi appositamente appese. Nel caso siano stati buoni, il contenuto sarà composto da caramelle e cioccolatini, in caso contrario conterranno carbone. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa. A differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di ogni squisitezza, regali per i bambini meritevoli, ma anche di carbone per i bambini che non sono stati buoni durante l'anno.

La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata dal fascismo, nell'ambito dell'opera di "romanizzazione" della penisola.

L'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell’anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell’anno lunare.

L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all’inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana e il Panevin o Pignarùl, Casera, Seima o Brusa la Vecia).

In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.

Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.

La Befana si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.

Secondo una versione "cristianizzata", i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.

Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.

Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.

Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare."  

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STA PER ARRIVARE LA VECCHIETTA

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Sta per arrivare la vecchietta

è questione di poche ore

scenderà dal caminetto

arriverà a destinazione

aprirà la sua borsetta

e occhio a cosa avrà in mano

se sarai stato buono cadranno caramelle

dolci leccornie, anche monete al cioccolato

non assaggiarle sarà un vero peccato

ma se sarai stato cattivo

avrai un quintale di carbone

e con i tempi che corrono

non è poi la fine del mondo

ma in fondo sai cosa ti dico

goditi la festa e comunque sia andata

avrai un’altra occasione

per fare l’esame di riparazione

importante è non nascondersi dietro

parole come Amore, Pace, Globalizzazione

e poi dopo parate in prima fila

e discorsi da lucciconi

tornare a fare il solito padrone

a voce grossa coi poveracci

e inchini e salamelecchi a iosa

con chi ha le mani in pasta,

guardati bene allo specchio:

non hai più traccia

d’alcuna dignità

sulla tronfia faccia

pure le brache…son calate!

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Roberta Bagnoli

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02.11.09

IN MEMORIA DI ALDA MERINI...."PICCOLA APE FURIBONDA"

16:27:20, Categorie: Eventi quotidiani  
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Carissimi amici

questo è il mio personale omaggio ad una Poetessa che amo e che porterò sempre nel mio cuore e desidero condividerlo con voi che come me amate e vivete di Poesia. Strana malattia….la Poesia, una volta che l’hai contratta, non c’è antidoto che tenga e ci si ritrova con un dolce tarlo che ci consuma e ci spinge sempre a scavare, ad andare, a cercare quel qualcosa che sentiamo dentro, come una penosa mancanza di luce o forse d’amore. E credo che Alda Merini sia stata una voce autorevole, per me la più grande, nel nostro periodo ad incarnare quell’assurdo desiderio e mi piace definirla come lei stessa si sentiva, la Poetessa degli esclusi, quelli con la e minuscola, anime defraudate e solitarie che conoscono il peggiore dei mali, la depressione, flagello dell’anima che annienta e distrugge la volontà, ma che spesso è sinonimo di estremo e straordinario genio, folle proprio perché fuori da ogni schema, da ogni vincolo che nessuna mente benpensante riesce a comprendere. Voglio riportare una sua frase che la rappresenta molto bene:

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“(Sono una piccola ape furibonda.)

Mi piace cambiare di colore.

Mi piace cambiare di misura.”

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E credo che questa Donna-Poetessa-Ape ci abbia regalato molto di sé, versi di miele e di fiele, profondi, erotici e carnali, ma anche sacri, mai banali, mai conformi, ma veri ed unici come era lei stessa e tale rimarrà nella memoria del tempo. Alda Merini aveva un grande dono, era presente, non si negava, si donava semplicemente, era rimasta candida pur avendo la conoscenza dell’adulto, scriveva versi saggi con la leggerezza del vento e quel vento adesso soffierà per sempre nelle praterie celesti dove la immagino felice ad inseguire un aquilone iridato sule ali di un angelo lucente. Scusatemi amici, mi ha preso la mano la fantasia, ma è così che la voglio vedere, e così la terrò nel cuore, del resto lei stessa scriveva:

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“Sono

molto

irrequieta

quando

mi legano

allo spazio.”

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Ciao Alda, adesso sei libera e puoi davvero volare felice, grande poetessa dal cuore di donna sensibile. Con te se ne va una voce, la più pura, la più sofferta, la più vera e ci mancherai, ci mancheranno il tuo esserci, la tua disarmante naturalezza, le tue contraddizioni autentiche, le tue geniali stranezze. Tu sarai sempre con noi, i tuoi scritti rimarranno nel tempo su pietre di caldo sole, ad illuminare i nostri giorni.

Termino il mio commosso tributo con la sua voce in versi per ricordarla ed onorarla come merita:

“Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che
brucia
la pesantezza
delle parole. “

Solo una mano d’angelo

Solo una mano d’angelo

intatta di sé, del suo amore per sé,

potrebbe

offrirmi la concavità del suo palmo

perché vi riversi il mio pianto.

La mano dell’uomo vivente

è troppo impigliata nei fili dell’oggi e dell’ieri,

è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!

Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi

per il tranquillo pianto del proprio fratello!

E dunque, soltanto una mano di angelo bianco

dalle lontane radici nutrite d’eterno e d’immenso

potrebbe filtrare serena le confessioni dell’uomo

senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

Il mio passato 

Spesso ripeto sottovoce

che si deve vivere di ricordi solo

quando mi sono rimasti pochi giorni.

Quello che è passato

è come se non ci fosse mai stato.

Il passato è un laccio che

stringe la gola alla mia mente

e toglie energie per affrontare il mio presente.

Il passato è solo fumo

di chi non ha vissuto.

Quello che ho già visto

non conta più niente.

Il passato ed il futuro

non sono realtà ma solo effimere illusioni.

Devo liberarmi del tempo

e vivere il presente giacché non esiste altro tempo

che questo meraviglioso istante.

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Alda Merini

                                                                     

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10.05.09

LA FESTA DELLA MAMMA

02:23:58, Categorie: Eventi quotidiani  
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Cari amici

sento un dolce bisogno di festeggiare con voi questo giorno speciale e credo di fare cosa gradita a tutti. La mamma è il bene più grande e prezioso per ciascuno di noi, non fosse altro per la vita che ci ha donato e questo credo che non lo si debba mai scordare. E sicuramente oggi, tutte le mamme saranno ricordate e festeggiate, ma questa festa simbolica .è come quella della donna, non deve durare solo un giorno, ma tutto l’anno e quindi con questo proposito auguro a tutte le mamme del sito e del mondo che ci siano 365 “Mother’s day” felici di tenero e generoso amore.

Desidero farvi un omaggio, riportando le origini e alcune curiosità della festa che ho tratto da Wikipedia, spero che gradirete e ancora due poesie che fra le tante hanno catturato il mio cuore e che sento vicine alla mia sensibilità e che dedico con affetto a voi tutti.

La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l'8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio. Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell'anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell'estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente. Con l'andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in una festa commerciale, talvolta anche in Sagra. Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l'istituzione del Mother's Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata. In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio. In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa, ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa.

 Supplica a mia madre   
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E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio. 
Tu sei la sola al mondo che sa,
del mio cuore, ciò che è stato sempre,
 prima d'ogni altro amore. 
Per questo devo dirti ciò
ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia
che nasce la mia angoscia. 
Sei insostituibile.
Per questo è dannata alla solitudine
la vita che mi hai data. 
E non voglio esser solo.
Ho un'infinita fame d'amore,
dell'amore di corpi senza anima. 
Perché l'anima è in te, sei tu,
ma tu sei mia madre
 e il tuo amore è la mia schiavitù: 
ho passato l'infanzia
schiavo di questo senso alto,
irrimediabile, di un impegno immenso. 
Era l'unico modo per sentire la vita,
l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita. 
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione. 
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile… 
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Pierpaolo Pasolini 
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La Madre
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E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua di fronte all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.

Giuseppe Ungaretti

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21.03.09

UNA GIORNATA SPECIALE

16:48:05, Categorie: Eventi quotidiani  

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Oggi, cari amici è una giornata speciale, 21 marzo, inizio della primavera e anche giornata mondiale della Poesia ed io aggiungo, non a caso, compleanno della grande Poetessa Alda Merini, che per me è una fra le più grandi figure della poesia non solo italiana, e non credo di sbagliare a dirlo….internazionale. E allora voglio festeggiare come si deve questo particolare evento per dichiarare che la Poesia è il mio “grande amore” e mai potrei tradirlo e quindi vi regalerò alcune citazioni che ritengo più consone alla mia natura e anche delle “dure e sofferte gemme” della nostra cara poetessa sopracitata, rendendole un affettuoso omaggio e sperando di allietare anche i vostri cuori. Festeggiamo, dunque, con gioia, insieme amici carissimi questa importante giornata…..Se non ci fosse la Poesia, potrebbero esistere forse i Poeti? E se non esistessero i Poeti….chi altri potrebbe cantare e perseguire la….nascosta e sempre taciuta verità? Lasciatemi almeno questa cara e dolce illusione!

                                                                                

                                                                               

La poesia
non è un modo di esprimere un'opinione.
E' un canto
che sale da una ferita sanguinante
o da labbra sorridenti.

K. Gibran 

Scrivere poesie non è difficile;

è difficile viverle.

C. Bukowski 

Il poeta non sogna: conta.

J. Cocteau

Nella vera poesia le espressioni che suonano

più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia

perché rivelano noi a noi stessi.

B. Croce 

Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo.

E’ il logico che cerca di mettere il cielo dentro la propria testa.

Ed è la sua testa che si spacca.

G.K. Chesterton 

Il poeta non rigetta mai le proprie ombre.

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Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.

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La casa della poesia non avrà mai porte.

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La corda più silenziosa è quella dei versi.

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Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.

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Alda Merini

Se qualcuno cercasse

di capire il tuo sguardo

Poeta difenditi con ferocia:

il tuo sguardo son cento sguardi

che ahimè ti hanno guardato

tremando. 

Alda Merini 

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini

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14.02.09

SAN VALENTINO, FESTA E LEGGENDA

14:05:33, Categorie: Eventi quotidiani  
   

Oggi è una giornata particolare, ricorrenza di S.Valentino e propriamente festa degli innamorati, ma per me è soprattutto festa dell’amore e mi sono chiesta come mai proprio oggi si usa ricordare un evento simile ed ho voluto fare una semplice ricerca per conoscere meglio la figura di questo santo, le tradizioni e anche le leggende che hanno accompagnato la sua vita. E naturalmente voglio condividere con voi cari amici questa mia riflessione, un modo per conoscere, approfondire e vivere con maggiore gioia questa bella giornata.

San Valentino (Interamna Nahars, ca. 176Roma, 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato impropriamente patrono degli innamorati. La città di Terni costudisce il corpo del santo e lo invoca come pricipale patrono. Le reliquie del santo si trovano presso la Basilica di San Valentino: tali reliquie pare furono portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti nella Cattedrale di Maria Assunta di Savona. È conosciuto anche come san Valentino da Interamna o san Valentino da Terni. Da quello che ho letto e che narra la storia, Valentino aveva un animo generoso, pronto sempre ad aiutare il prossimo, a conciliare, a portare accordo dove esisteva divisione e rancore, e credo che proprio per questa sua naturale predisposizione sia stato scelto come emblema dell’amore in generale e a tal ragione sia stato utilizzato per festeggiare tutti gli innamorati. Questa festa venne istituita un paio di secoli dopo la morte di Valentino, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità (i lupercalia dedicati al dio Luperco) una ispirata al messaggio d’ amore diffuso dall’opera di San Valentino. E come ben sapete, tale festa ricorre ogni anno il 14 febbraio ed è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo. Molti sono i miracoli che vengono attribuiti a questo santo vescovo e tante storie vengono riportate ad accrescere ancor di più alone di leggenda e sublime amore intorno alle sue vicende. Ed è indubbio che questo “uomo” avesse davvero un cuore magico e a me è particolarmente caro, sapete io sono innamorata….dell’amore e non potevo rimanere indifferente a questa storia di vita vera, e magari anche un po’ ammantata di fascino mistico.  Voglio riportare alcuni episodi che hanno caratterizzato la sua storia e che mi hanno particolarmente colpito, a suggello di quanto amore sia stato capace questo Santo. Narra la storia che un centurione pagano romano di nome Sabino s’innamorò di Serapia, una giovane cristiana di Terni e si recò dai suoi genitori per chiederla in sposa. Loro rifiutarono per la sua religione e Serapia, innamorata del giovane lo consigliò di recarsi da Valentino. Il giovane seguì i consigli dell’amata e ricevette il battesimo dal Santo. Purtroppo Serapia si ammalò di tubercolosi e a niente valsero le cure e le preghiere, a quel punto Sabino chiamò al capezzale della sua amata Valentino e lo pregò, dicendogli che non poteva vivere senza di lei. Il Santo, accogliendo la sua supplica disperata, levò le sue preghiere al Signore ed i due giovani morirono insieme, per vivere insieme nell’eternità. Un altro fatto, conosciuto come “La rosa della riconciliazione”, narra che Valentino, passeggiando per il suo giardino, un giorno udì due fidanzati litigare. Egli intervenne per indurli alla ragione e  alla ragione, porse loro una rosa affinché la stringessero facendo attenzione a non pungersi con le spine e pregando perché il loro amore fosse eterno. I due giovani si riconciliarono immediatamente e dopo non molto tempo, si recarono nuovamente dal Santo per celebrare il matrimonio ed invocare la sua benedizione. Ed infine voglio riportarvi quest’ultimo episodio, che rivela quanto fosse grande il cuore di questo Santo e di come amasse ed avesse cura dei bambini.  Si narra che il  giardino della casa di San Valentino fosse un luogo di gioia ed amore, dove spesso gli abitanti della città di Terni si recavano per andare a trovarlo e a ricevere i suoi preziosi consigli. Abituali frequentatori del giardino erano anche i bambini della zona che lì si ritrovavano per giocare. Valentino, felice per la loro spensieratezza e purezza, si fermava ad osservarli, soprattutto per accertarsi che non corressero alcun pericolo. E quando iniziava a calare la luce del sole, egli andava da loro e regalava a ciascuno un fiore, che i bambini avrebbero portato alle loro mamme. Era un piccolo stratagemma che usava il Santo, per essere sicuro che si dirigessero subito a casa, senza fare troppo tardi. Ci sarebbe ancora molto da dire, ma preferisco terminare qui, quello che ho voluto raccontarvi, cari amici è solo una mia testimonianza, un mio semplice modo di guardare con occhi sinceri e puliti questa bella festa, senza entrare nel merito di altri discorsi. Per me oggi è la festa dell’Amore e anche di San Valentino e allora termino facendo gli auguri a tutti voi carissimi, a me e a Renzo, e anche alla nostra cara Valentina, che oggi festeggia anche l’onomastico. Siate felici e godetevi questa dolce giornata, innamorati e non, oggi è la festa di tutti, perché tutti noi amiamo, tutti noi abbiamo un cuore magico. Un abbraccio affettuoso a ciascuno di voi e ringrazio Sophia per la tag che le ho “rubacchiato” con affetto e spero che non me ne voglia!

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26.01.09

PER NON DIMENTICARE

23:10:37, Categorie: Eventi quotidiani  

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Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Nella parola Shoah, voce biblica che significa “catastrofe, disastro”, è implicito che quanto è accaduto non ha alcun significato religioso, contrariamente a ciò che richiama il termine olocausto, spesso usato, che rinvia a un’idea di sacrificio di espiazione. La Shoah è piuttosto un genocidio, ovvero un’azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso.
Ben sei milioni di ebrei (secondo fonti tedesche), giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista.
La Shoah si sviluppò in cinque diverse fasi:
I. la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei;
II. la loro espulsione dai territori della Germania;
III. la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla società  e in precarie condizioni sanitarie ed economiche;
IV. i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell’Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento;
V. la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un’immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all’esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati.
 
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Amici carissimi

ho voluto riportare questo articolo che ho trovato su Internet perché sia chiaro a tutti che tragedie come queste sono un’offesa alla nostra umanità e sono una vergogna che macchiano la coscienza dell’uomo. Nonostante siano passati tanti anni, basta guardare l’immagine che ho messo nel blog, per provare una stretta allo stomaco e sentire che persino lo sguardo si ribella a vedere i bambini chiusi in quegli atroci reticolati. Voglio sperare che massacri simili non si ripetano più, ma purtroppo temo che l’uomo ancora non sia in grado di imboccare la strada del bene, ancora non ha compreso che è solo l’amore la via di salvezza e amare vuol dire perdonare, vuol dire dimenticare il male fatto, vuol dire vivere in pace gli uni con gli altri senza distinzioni di razza, di colore di pelle e di religione. Ed oggi tutto questo purtroppo è utopia e a me fa troppo male constatare che non esiste la pace nel mondo e che dilaga il flagello della guerra proprio in quella terra, in Israele, nella fascia stretta di Gaza, a Gerusalemme, città santa dove è nato e ha predicato l'amore universale, Gesù e che invece di essere oasi di bene, giustizia e amorevole fratellanza, è confine straziato dall'odio e dallo sterminio di donne, giovani, anziani e bambini innocenti.  Credetemi non esiste nessuna “guerra giusta”, la guerra è nefasta, è il male che genera altro male, che distrugge la vita, che toglie il sorriso ai bambini, che spezza vite e speranze e che rende incerto e triste il nostro stesso futuro. E la mia speranza, il mio sogno è che un giorno non ci siano più ostilità di sorta fra Israeliani e Palestinesi e che tutti possano vivere come fratelli e non come nemici, è questo che credo fermamente e che dobbiamo augurarci per il nostro stesso bene, perché ogni conflitto genera altro conflitto ed ogni bambino che muore è un raggio di sole che si spenge ed un uomo che cade, sia Israeliano o Palestinese è sempre un fratello di meno, è qualcosa di nostro” che ci lascia, che non conosceremo e non potremo mai guardare negli occhi, questo io penso sinceramente. E concludo il mio discorso con una frase, che è poi anche il titolo di un bellissimo film di Roberto Benigni, ricordate film che parla proprio degli Ebrei e dell’infame deportazione, sì credo che questa semplice frase sia il monito da tenere a mente, è il concetto che dobbiamo tenere caro, rispettare e  amare sempre, perché amici miei: “LA VITA E’ BELLA” e non possiamo permettere all’odio di distruggerla.

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06.11.08

A VOLTE I SOGNI SI AVVERANO

14:27:36, Categorie: Eventi quotidiani  

 IL GIORNO DELLA SVOLTA 

“Siamo il Paese in cui tutto è possibile.”

 Se qualcuno dubita ancora che l’America sia un luogo dove tutto è possibile, o che ancora si chiede se il sogno dei nostri padri fondatori sia ancora vivo, o che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta.
È la risposta data dalle file di persone che si snodavano intorno alle scuole e alle chiese, in un numero che questa nazione non aveva mai visto, gente che aspettava anche 3 o 4 ore, molti che votavano per la prima volta, perché tutti credevano che stavolta potesse essere diverso, che le loro voci potessero rappresentare quella differenza. È la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indiani d’America, omosessuali, eterosessuali, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato un messaggio al mondo, per dire che noi non siamo mai stati soltanto un assembramento di individui o un insieme di stati rossi e stati blu. Noi siamo, e saremo sempre, gli Stati Uniti d’America.
Ci è voluto molto tempo, ma oggi, grazie a quanto abbiamo fatto in questa data, con queste elezioni, in questo momento cruciale, in America è arrivato il cambiamento.
 

Amici miei

ho voluto iniziare la mia riflessione riportando uno stralcio del discorso del nuovo Presidente degli Stati uniti d’America per esternare la mia gioia ed il mio grande entusiasmo, oggi è uno di quei giorni che mi vien voglia di urlare: “I HAVE A DREAM” e mai frase è stata più appropriata di questa resa famosa da un altro grande della storia, quel Martin Luther King che ha offerto la propria vita perché questo sogno si realizzasse ed oggi la vittoria di Obama ha fatto ritornare il suo dolce ed eterno spirito ad illuminare il cuore non solo dell’America ma del mondo intero. Sapete anche io adesso ho un sogno, quasi una certezza e desidero che questo giorno rimanga scolpito nel cuore di ciascuno di noi, rendendoci consapevoli che noi siamo stati increduli spettatori di una svolta storica, la svolta del cambiamento, e che sicuramente questo è solo l’inizio e non illudiamoci, il cammino sarà arduo e molto faticoso, ma sapete c’è un proverbio che dice “chi comincia bene è già a metà dell’opera” ed io credo molto in quest’uomo, lo guardo e mi piace il suo volto, quel suo sorriso cristallino e credo che sia un “predestinato”, uno che la sorte ha baciato in fronte e nel cuore per dare una sferzata nuova ed innovativa, per portare un caldo raggio di luce e di pace su questa terra amara e dilaniata da guerre, da odi razziali e religiosi ed io mi auguro che Dio lo protegga, visto che lo ha scelto per tutti noi, a dare un segnale di pace costruttivo e duraturo. Barack Obama avrà una pesante eredità sulle spalle, non indifferente la crisi economica che grava sull’economia mondiale e tutti guardano all’America come a quel faro rinnovato e puntato sul nostro pianeta a portare uno spiraglio di pace e di chiara luce ed io oggi mi sento più consapevole e felice di appartenere alla razza umana, oggi mi sento di gridare con chiara convinzione: “ Il sogno è qui, sta a noi saperlo vivere, sta a noi farlo volare in un cielo color arcobaleno.” E quel che mi consola e mi dà tanta forza amici cari è che leggendo la vita di quest’uomo mi sono convinta che egli è figlio del popolo, un uomo fra gli uomini che ha sempre creduto e lottato per gli stessi ideali che hanno accomunato i grandi uomini illuminati che lo hanno preceduto, uno fra tutti appunto M. L. King che come lui ha lo stesso colore della pelle e se è diventato Obama Presidente degli Stati Uniti d’America allora forse il sogno ha preso forma e spazio e credo che questa sia la lezione che debba accompagnarci, unendoci tutti quanti sotto la stessa bandiera di libertà, di fratellanza e voglio proprio concludere con una frase che meglio di qualunque altra può esprimere il mio pensiero ed è naturalmente del martire nero assassinato dalla paura e follia umana, scriveva M.L. King:  I sogni non sempre si realizzano. Ma non perché siano troppo grandi o impossibili. Perché noi smettiamo di crederci.” E naturalmente vince chi non smette mai di crederci ed infine ancora una piccola ed illuminante sua perla: “La più grande debolezza della violenza è l'essere una spirale discendente che dà vita proprio alle cose che cerca di distruggere. Invece di diminuire il male, lo moltiplica... con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l'odio. Infatti la violenza aumenta l'odio e nient'altro... restituire violenza alla violenza moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch'è già priva di stelle. L'oscurità non può allontanare l'odio; solo l'amore può farlo.” Ed io voglio sperare che Obama riesca davvero ad allontanare l’odio e l’oscurità e a far del cielo del mondo un firmamento di stelle…che dite è forse chiedere troppo?

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Permalink 840 parole da Roberta B. Email , 205 visite • 17 feedbacks

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L'arte di vivere e di amare

Riflessioni a cuore aperto di Roberta Bagnoli

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