
Carissimi Amici
oggi è un giorno “speciale”, ricorre il centenario della nascita di una grande donna, Agnes Gonxha Bojaxiu che tutti quanti conoscono come Madre Teresa di Calcutta, nata a Skopje in Macedonia il 26 agosto 1910 e morta a Calcutta il 5 settembre 1997. Voglio condividere con voi questo mio personale e commosso ricordo, sono passati molti anni dalla sua scomparsa, ma lei è sempre viva, chi ha dato la vita per un ideale, chi ha sparso gocce d’amore, chi ha aperto una strada di luce e tradotto in parole il Vangelo di Cristo e dell’Amore rimane scolpita nella memoria universale. Lei, umile donna, piccola di statura, ma alta nello spirito, Premio Nobel per la Pace nell’anno 1979 “per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria che costituiscono anche una minaccia per la pace” è un esempio, un simbolo per chi come me crede ancora nel bene e nella possibilità di una vita giusta, in pace e migliore per tutti. Il mio pensiero quindi in questo giorno va a lei, alla sua opera ancora viva nel mondo, alle tante sorelle che ancora attraverso lei operano e aiutano tutti i bambini poveri e sfortunati a trovare un tetto, ad avere una famiglia ed un cuore che li accolga e li strappi alla morte. Una mia cara collega di lavoro, che ha adottato una bambina indiana, l’ha conosciuta, ha avuto la fortuna di abbracciarla e mi ha detto che alla sua vista ha sentito una grande gioia, e la sua pelle, pur essendo rugosa era liscia e vellutata come quella di un bambino. Mi è rimasto impresso il suo intenso ricordo, ne vedo ancora lo sguardo mentre mi parlava. Credo che tutto ciò sia naturale, certe persone emanano il fascino dell’amore, il carisma della luce e chi ha la possibilità di trovarsi al loro cospetto ne sente la benefica carezza, quasi una scossa di dolce energia che avvolge il corpo e penetra dentro fino all’anima. Non aggiungo altro, concludo riportando un suo mirabile scritto, una poesia, perla di saggezza e di grande umanità, sperando che vi faccia riflettere e pensare che in fondo siamo tutti quanti gocce dello stesso mare e che ognuno di noi può sempre portare un contributo, può fare qualcosa per rendere più chiaro e pescoso quel mare che tutti quanti chiamiamo vita. Grazie per la vostra gentile attenzione e condivisione.
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Tieni sempre presente.
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!
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Madre Teresa di Calcutta
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Carissimi Amici
voglio ricordare con voi un “ grande” della letteratura, Josè Saramago, scrittore e anche poeta, portoghese, premio Nobel nel 1995 e autore molto scomodo, notoriamente ateo e di fede comunista. Non mi addentrerò nel merito, non m’interessa sviscerare il suo pensiero, m’interessa solo tracciare un semplice profilo, un doveroso omaggio ad un uomo che ha consacrato la sua vita alla scrittura e soprattutto alla ricerca, a volte anche accanita e tormentata del vero. Del valore dell’uomo e dei suoi ideali ne ha fatto ragione stessa di vita e d’impegno sociale e morale. Già questo, se permettete, basta per renderlo credibile, caro ai miei occhi, ed annoverarlo fra gli scrittori più profondi ed impegnati nel nostro panorama culturale mondiale. Sapete quando un uomo ci lascia, è un po’ di noi che se ne va e tutti ci sentiamo spaesati e solidali, con la speranza che quel viaggio inderogabile, ci tocchi il più tardi possibile. Ma quando muore un uomo di alto spessore, un faro di coscienze e d’insegnamento fra queste ombre e sabbie mobili che ci circondano, è un grande vuoto e la penna piange di cuore lacrime universali. Ho sempre ammirato chi ha avuto ed ha il coraggio di scegliere da quale parte stare anche a costo di andare contro corrente, anche a costo di prendersi anatemi e suscitare controversi pareri, perché secondo me la coscienza e la libertà sono i valori che ci distinguono dall’essere animale che sinceramente amo e proteggo, in quanto obbedisce alla sua regola interna che altro non è che l’istinto. Ma secondo voi, l’uomo è poi tanto diverso dalle nostre amiche bestie? Lascio a voi l’ardua risposta, non voglio divagare, quindi tornando a Saramago, che mi preme ricordare come merita, concludo riportando alcune frasi che ho trovato si Internet e sul suo blog e terminerò con dei miei versi che ho voluto dedicargli con il cuore, senza alcuna pretesa, con la speranza che il suo spirito continui a mandarci calda e generosa luce. Noi che continuiamo il nostro viaggio ne abbiamo un gran bisogno. Grazie per la vostra gentile attenzione e spero di aver offerto spunto per una valida e condivisa riflessione.
“Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.”
José Saramago da Cecità
"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare."
José Saramago da Cecità
“Se non siamo capaci di vivere globalmente come persone, almeno facciamo di tutto per non vivere globalmente come animali.”
José Saramago da Cecità
“Non è la dimensione del vaso che importa, ma quello che ognuno di noi riesce a mettervi, anche se dovrà traboccare e andare perduto.”
José Saramago
“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.”
José Saramago da Viaggio in Portogallo
“Forse solo il silenzio esiste davvero.”
José Saramago da Memoriale del convento
Nel suo ultimo blog, pubblicato stamattina, Saramago scrive: "Penso che la società di oggi abbia bisogno di filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo concreto, come la scienza, che avanza per raggiungere nuovi obiettivi. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte".
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QUANDO MUORE UN POETA
(a Josè Saramago)
Quando muore un poeta
o uno scrittore
l’alfabeto delle stelle
in doverosa processione
compone elegia di parole
sussurri e nuvole
accompagnati
da ali di cherubino
annunciano al Creatore
nuova luce per risvegliare
coscienze cadute nell’oblio.
La vita continua l’infinito viaggio.
Roberta Bagnoli
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Riflettevo sulla vita, sui valori della pace, dell’amore universale e di come sia sempre più difficile scegliere da che parte stare nella giungla in cui siamo impantanati, specie quando ci svolazzano intorno le sirene del facile profitto, dell’arrivismo a tutti i costi, dell’apparire sempre a scapito della sostanza, a scapito dell’integrità della vita stessa . Si vivono momenti difficili e basta guardarci intorno per rendersene conto, credo che anche un bambino possa capirlo, la crisi ci ha toccati un po’ tutti, molte persone rischiano il posto di lavoro, altre fanno le acrobazie per arrivare a fine mese e c’è chi vive una vita da precario anno dopo anno, sperando in quello fortunato per avere un posto di lavoro fisso, come fare sei all’enalotto, ormai il tredici al totocalcio è superato. Io mi ritengo fortunata, ma non voglio parlare di me, la mia natura mi ha sempre spinto a guardare oltre il mio orticello, almeno ci provo e grazie all’educazione ricevuta e alla mia esperienza ho sempre cercato di accostarmi all’altro con discrezione e con profondo rispetto. Fin da bambina la mia indole molto sensibile, riflessiva e le prove cui la vita mi ha sottoposto mi hanno portato ad affinare la mia capacità di comprensione ed ho sempre subito il fascino delle persone che dedicavano la vita ad un ideale, specie rivolto alla pace e all’amore universale, valori ancor oggi molto lontani dall’essere realizzati. Ebbene lo ammetto, sono una romantica e per di più inguaribile sentimentale al mille per mille e anche utopista perché ancora credo che l’uomo possa realizzare il suo giardino di armonia qui sulla terra e credo che i miei scritti lo dimostrino chiaramente. Ed è per questo che oggi sento un gran bisogno di dedicare questa mia personale riflessione ad una donna che ci ha lasciato in questi giorni, stroncata all’età di 63 anni da una malattia incurabile, una donna che rimarrà nel cuore del mondo, ne sono certa, per l’esempio ed il coraggio che ha dimostrato, dedicando la sua vita al prossimo più sfortunato, agli uomini privati dei diritti umani e vittime della stupida guerra. Sto parlando di Teresa Sarti, moglie di Gino Strada e presidente dell’organizzazione Emergency. Sono conscia che oggi la terra ha perso una bella persona, una donna di pace e punto di riferimento per l’intera umanità. Oggi tutti noi siamo un po’ più poveri, io almeno mi sento così, ma quello che mi consola è sapere che altri seguiranno la sua scia luminosa e allora Teresa continuerà a vivere e il suo ricordo continuerà a scandire nel tempo. Riporto qui il discorso ufficiale dell’organizzazione Emergency a testimonianza dei suoi intensi e generosi 15 anni di lavoro come Presidentessa:
“Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze, di timore per la sua sorte personale, Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada.
Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency, Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti coloro che hanno voluto esserle accanto. La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza. La dolcezza del ricordo coincide per noi con il rinnovo del nostro impegno per la pace e per la solidarietà.”
Concludo con una semplice poesia che ho scritto sull’onda emotiva della sua scomparsa, la depongo come fiore nella memoria del cuore, e la condivido con voi nella speranza di trasmettervi parte della mia commozione.
CHE IL DOLORE SIA LIEVE ( A TERESA )
Che il dolore sia lieve
di mano la neve
che chiude i tuoi occhi
portandoti in un volo radente
a rigenerarti tra i flutti del dolce oblio.
E’ stato breve il tuo tempo
anni generosi e pieni d’amore
hanno sparso semi copiosi
raccolti in frutti di speranza e di bene
da chi povero e condannato
dalla follia della guerra
non aveva che occhi tristi
mani per lottare
e cuore innocente per continuare
a sognare un futuro migliore.
Ti sei spenta in un giorno qualunque
accanto a chi ti ama
e con te condivide
la missione di pace e di fratellanza.
Oggi la terra è più povera
mancherà la tua forza, il tuo sorriso,
la tua calda umanità
ma il cielo è ancora più blu
tu sei fra le magiche stelle del firmamento
quelle che non hanno bisogno del buio
per risplendere:
le riconosciamo e le ammiriamo fra tante
sotto il sole scolpito
dai passi lungo la Strada dell’Amore.
Roberta Bagnoli
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E’ con queste stupende parole che voglio iniziare il mio dialogo con voi oggi e credetemi sono emozionata e spero di riuscire a farvi partecipi del mio sentimento acceso e passionale. Oggi è una giornata di memoria storica, oggi ricorre il compleanno di un Uomo che io “adoro” ed ho sempre vivo nel cuore, sì credo che lo conosciate tutti è GANDHI e proprio in questi giorni è stato diffuso su tutti i mass media il suo discorso integrale tenuto alla Conferenza delle relazioni Inerasiatiche a New Delhi il 2 aprile 1947. Avrei voluto riportare il suo discorso ma è troppo lungo e se volete potete trovarlo su Internet nel sito di Telecom, avoicomunicare, ma voglio comunque prendere da lui lo spunto per una mia sincera e profonda riflessione. Sapete le Nazioni Unite hanno deciso di rendere un doveroso tributo a questo “Piccolo….Grande Uomo” facendo del suo compleanno, il 2 Ottobre proprio la Giornata Mondiale della Pace ed io non posso che unirmi e voglio trasmettervi il mio messaggio altrettanto profondo ed umile. Scusate la mia enfasi ed il mio trasporto ma per la mia natura e fin da piccola ho sempre subito il fascino di uomini che hanno speso ogni loro pensiero ed ogni goccia di cuore e di energia per portare la luce, per dare un volto nuovo e più giusto al mondo. Vedete uomini come Gandhi per me sono eterni, immortali e nessuna mano vile e stolta, armata di duri proiettili potrà far tacere. E’ questo che oggi sento di condividere con voi, il mio grande rispetto e il mio umile e sincero amore per questa figura, per questo Padre dell’Umanità.
Non possiamo dimenticare chi ha speso e ha dato la propria vita per difendere i diritti calpestati delle minoranze, dei defraudati, degli emarginati, di chi ha avuto la “sfortuna” di nascere povero o con il colore della pelle più “scuro”. E’ assurdo tutto questo ma ancor oggi è difficile per un essere umano di “ colore” vivere ed essere considerato “uomo a tutti gli effetti”. Viviamo momenti difficili, basta guardarci intorno e credo che oggi sia importante non dimenticare un simile messaggio, nell’era della comunicazione bisogna diffondere il più possibile anche una sola parola d’amore e di pace, dobbiamo essere noi stessi veicoli di buone intenzioni e nel nostro piccolo, nei nostri giorni di lavoro e di affetti portare un seme, darlo anche a chi non ne riesce ad apprezzare la consistenza o a vederne la lucentezza. Io penso che dal seme possa sempre venir fuori una pianta, un delicato fiore, anche nel deserto a volte può sbocciare un virgulto e allora dobbiamo perseverare, credere nella bontà dell’uomo e fare di tutto perché Uomini come Gandhi non siano morti invano. La grandezza dell’uomo per me non consiste nel raggiungere né la saggezza e né alcun dotto sapere, la grandezza sta nel mantenere e nel coltivare un cuore semplice…..un cuore pronto a donarsi e ad andare oltre i propri limiti, a dare qualcosa di sé e credetemi basta un sorriso, un gesto di solidarietà, una carezza ad un bambino, una parola gentile ad una persona anziana, un sostegno ad un amico che ne ha bisogno. A noi persone comuni in fondo non è chiesto di fare gli eroi o i missionari ma credo e ne sono fermamente convinta che ognuno di noi può dare un esempio, un contributo all’umanità, basta amare con semplicità e naturalezza ed in fondo sembra facile ma non lo è….infatti spesso chi ama e mi riferisco nel più alto termine Universale viene tradito, deriso, e persino ucciso. Per me comunque, per quello che adesso sento e credo di trasmettere anche a voi è una grande carica, una grande energia d’amore, una dolce fiamma che mi prende e mi porta a dirvi con tutta sincerità e consapevolezza, credetemi la vita E’ UN DONO STUPENDO E VA DIFESA E TUTELATA AD OGNI COSTO E SOPRATTUTTO VA AMATA….AMATA…. E ANCORA AMATA. Ed io amo ed avrò sempre vivo in me chi, come Gandhi, ha avuto il coraggio di dare la propria vita a costo di difenderne la sacralità.
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Riflessioni a cuore aperto di Roberta Bagnoli