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I paesaggi dell’anima
nelle fotografie di Maria Venere Licciardi
Come cogliere la dimensione profonda e spirituale dell’essere?
L’arte della fotografia può fornire una risposta: le sue immagini,
emozioni filtrate dall’occhio dell’artista, descrivono l’attimo e,
allo stesso tempo, dilatano all’infinito la sua componente
essenziale; hanno la capacità di creare un legame fisico con i
luoghi di cui l’artista desidera parlare e rimangono per sempre come
ricordi che si fanno specchio di una memoria interiore. La
fotografia può parlarci della natura delle cose, perchè capace di
descriverne la componente reale e spirituale.
Così Maria Venere Licciardi, grazie al talento e a un istinto
interiore, posa il suo sguardo sulla terra sognante e percepisce la
natura reale di ciò che la circonda, la sua componente intima e
quella spirituale. Quest’atteggiamento esistenziale diventa colonna
di un criterio compositivo: è come se l’artista, attinta un’immagine
dal mondo, la racchiuda entro la propria anima e poi, liberandola,
la sublimi in un mite canto armonioso, lasciandola vivere e volare
nella malinconica lontananza del bianco e nero. Con i suoi scatti,
l’artista descrive un percorso i cui attimi salienti sono
paragonabili a tappe di una geografia interiore: i tratti e le
sfumature che compongono le fotografie sono colti con una purezza
d’intenti propria di un’artista spiritualmente immersa nella
contemplazione del vero, vicina ad essa e contemporaneamente
lontana. Le immagini vivono così di un tempo interiore, colto dal
pensiero dell’artista, che va a coincidere perfettamente con il
tempo narrativo in cui l’evento fotografato ha luogo. La realtà,
nella cui osservazione l’occhio dell’artista è completamente
assorto, viene ritratta come uno spazio in cui ha dimora uno spirito
solitario e grandioso, la cui infinità è evocata dall’immagine di
spazi aperti, come un mare tempestoso o un cielo infinito; mai una
stanza chiusa potrà evocare l’eco della sua presenza, invisibile e
inviolabile. Così, nella profondità mistica e intellettuale delle
sue fotografie, Maria Venere Licciardi dipinge la possente bellezza
del pensiero divino che abita il mondo e ne descrive il volto,
maestoso e allo stesso tempo innocente.
Alberto Bonacina
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