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Irene Klein - La capacità di saper “leggere” e
“tradurre”
Dal linguaggio pittorico ben ritmato e poliedrico,
l’artista Irene Klein offre al pubblico opere ricche di
personali rielaborazioni nelle quali si evincono le sue
valide capacità tecniche. Dalla tavolozza di cromie a
volte tenui ed a volte accese, scaturiscono le
sensazioni che l’artista trasferisce sapientemente su
tela, per dare libero sfogo alla sua fervida creatività.
Dal tratto deciso, rapido e sicuro, si denota dalle sue
opere, passione e fervore interiore, impegno ed alte
vibrazioni emotive. Gli oli, i disegni, i lavori a
china, di incisione e graffiage, mostrano il suo animo
profondamente sensibile alla realtà che ci circonda.
L’artista affronta le più svariate tematiche dove realtà
e fantasia si fondono mirabilmente e dove ogni soggetto
diventa motivo di espressività pittorica. Irene Klein
dimostra così, la sua notevole capacità di saper
“leggere” e “tradurre” oltre l’esteriorità che la
visione delle cose desta nel suo animo.
Con ammirazione
Carmela Di Giovanni
Ringrazio di cuore la pittrice Carmela Di Giovanni
per la presentazione che ha fatto della mia opera
figurativa, una presentazione sapiente e gentile, nella
quale mi riconosco in pieno e della quale io, abituata a
lavorare isolata, le sono profondamente riconoscente.
La mia gratitudine nasce anche dal fatto che ho una
grande stima di Carmela Di Giovanni, pittrice: io
così legata alla linea, ho sempre ammirato gli artisti
come lei, capaci di trasfigurare la realtà che li
circonda con quelle sapienti ed espressive spatolate in
cui, il cromatismo sensibile dai toni pastello, che in
certi casi illumina l'intera opera (vedi Finito -
Infinito), in altri casi fa da sfondo ad un laborioso
intreccio di forme, come le cortecce degli ulivi o le
rocce in primo piano delle sue marine. La mia
ammirazione per la sua fatica figurativa è sincera e
quindi più gradita la sua iniziativa nei miei confronti.
Irene Klein

Irene Klein – Artista poliedrica
Conosco da poco Irene Klein, a dire il vero la stimo e
l’apprezzo per i suoi racconti di narrativa,
autobiografici e non, scritti con stile fresco, genuino
e vibrante di sentimento, ed è per me una vera e
piacevole sorpresa scoprirla attraverso le sue opere di
pittura. Sono un’appassionata della letteratura e
dell’arte in generale, e guardando i suoi lavori, senza
entrare nel merito delle tecniche pittoriche adoperate e
senza voler dare un giudizio critico, mi sento di
affermare con sincerità che traspare una mano sensibile,
abile nel creare e dipingere la realtà. Mi piace il suo
stile originale e fluido che l’artista riesce a
trasmettere con padronanza e semplicità, guardo e vivo
strane emozioni, immergendomi nel suo mondo di forme
astratte e di corpi tratteggiati con spontaneità viva e
palpitante. Ritengo Irene Klein un’artista valida e
poliedrica, capace di spaziare con naturalezza dalla
scrittura alla pittura, raggiungendo ottimi ed efficaci
risultati in entrambi i settori, ed è un piacere per me
goderne la pienezza e descriverne la sensazione di
bellezza che mi trasmette la sola vista delle sue opere.
Concludo complimentandomi con Irene Klein e la ringrazio
per la naturale trasparenza del suo essere donna e
artista, e per il messaggio che ci dona con delicata
sensibilità e ampio respiro di cuore, attraverso la sua
personale visione del mondo, ritratto da una mano
sincera e magica.
Amichevolmente, con affetto
Roberta Bagnoli
Ringrazio Roberta Bagnoli, donna sensibile e profonda,
capace di cogliere la vita, la bellezza e l'espressione
umana, in qualunque forma si presentino, con istinto
infallibile. Il suo essere donna e artista coincidono (e
in questo siamo affini). Le sue parole sono sempre
espressione di una vibrazione profonda del suo cuore
attento e generoso, di un bisogno intenso di comunicare,
ma non solo: Roberta è anche capace di ascoltare, capace
di silenzio per accogliere l'altro che si dona, dote
rarissima e preziosa, che me la fa apprezzare e mi dà
riposo. Una volta ricordo mi scrisse "...e la penna
allora diventa la nostra sofferta e dolce complice, è
lei a farsi d'acqua e a darci la voce...che muta giace
dentro il nostro stesso pianto". Chi vive questo non può
che vibrare con l'altro, e non importa il mezzo o il
modo:
grazie amica mia.
Irene Klein

Irene Klein: L’io alla ricerca dell’altro “io”
L’artista non è
artista che a condizione d’essere doppio e di non
ignorare alcun fenomeno della sua doppia natura.
(C. Boudelaire, Oeuvres Complete, Gallimard, Paris 1976)
Per inquadrare e comprendere l’esperienza pittorica di
Irene Klain, tutta giocata sul vissuto, occorre
certamente procedere in ordine cronologico delle sue
opere .
Si possono individuare due fondamentali periodi:
figurativo, surrealista .
Il periodo figurativo, anche se risente di una matrice
accademica, testimonia capacità tecniche fortemente
arricchite da interessi e comportamenti emotivi che
diventano spazio di una distanza tendente alla
conoscenza di un mondo libero da ogni acquisizione
regressa.
In questo suo itinerario di lavoro le molteplici
componenti emotive, che emergono di volta in volta (
sanguigno, incisione, graffiage, china), si configurano
nella partecipazione di pulsazione espressiva.
Espressione che si conforma come atto di sollecitazione,
d’implicazione partecipativa sia dell’operatore che del
fruitore.
L’essenzialità del gesto monocromatico assurge poi,
negli oli, alla sensibilità pittorica di un patrimonio
lirico – sentimentale il cui risultato estetico finale è
la liberazione comportamentale trasferita nelle opere
surrealistiche. In queste la comunicazione alla
partecipazione emotiva diventa il tramite più immediato
per un dialogo intimo. Attraverso il quale, la
comunicazione si stabilisce quale intima partecipazione
emotiva-vitale, esistenzialmente autentificata, al di là
della conoscenza.
Gli equilibri formali e tonali di costruzione dei
lavori: il segno e il colore rappresentano una nuova
avventura di un viaggio interiore volto alla scoperta di
ciò che è l’altra parte di noi, fondamentale in ogni
esperienza artistica.
Giovanni De Simone

La
ricerca dell’emozione nelle opere di Irene Klein
L’arte di Irene Klein rappresenta la realtà lasciandosi
guidare dal sentimento e concentrandosi sulla
rappresentazione delle sensazioni. L’opera raggiunge il
suo compimento quando il volto interiore del soggetto
viene rivelato: compaiono così immagini mute che paiono
essere palpitazioni di un animo teso nell’inquietudine
(Tuareg che prega) o nella riflessione (Notte di
Natale). Tradita dalla realtà, la speranza muore nel
disagio protagonista di Ragazzi in guerra, dove in primo
piano un dolce fanciullo divenuto anzitempo uomo osserva
lo spettatore con occhi abbandonati e affranti.
Se da un lato, tuttavia, Irene Klein è una pittrice che
appare turbata da una realtà che affonda in vortici di
sofferenza e inquietudine, dall’altro aspira ad
affrontare a viso aperto il disagio emotivo, fissandolo
nello spazio pittorico. Scorto il dolore, l’artista con
occhio immobile fissa la sua drammaticità, come avviene
nella silenziosa malinconia dell’opera Nuotatrice
stanca. La rappresentazione della sofferenza è così
paragonabile ad una prova con cui l’artista desidera
confrontarsi. Affrontato un male oscuro, alla mancanza
di sicurezze la Klein contrappone la gaiezza
dell’inconscio, liberandosi dal male grazie alla
creazione di un nuovo linguaggio formale le cui regole
sono dettate dall’immaginazione. Quest’intento
arricchisce di forza poetica le composizioni, ora
spensierate e mutate in sfondi dove si svolgono eventi
difficilmente decifrabili se non si abbraccia
l’intenzione e la volontà dell’artista di dar libero
sfogo all’inconscio. La fantasia, non ancorata alla
realtà, vola lontano ed apre all’artista un mondo di
manifestazioni prima nascoste dietro la parete della
razionalità. Appartengono a questo mondo fantastico la
vertigine in volo espressa ne L’aquilone, il sereno
incanto e la morbidezza regale de L’armonia dei mondi,
surreali sogni pittorici dove una visione ravvicinata e
contemporaneamente estesa in lontananza suggerisce
all’occhio dell’osservatore una voluta assenza di
coordinate spazio-temporali, intuizione che si consolida
quando il vigile spettatore s’accorge che queste scene
sono prive di una superficie di appoggio, galleggiano
nell’aria distaccate dalla realtà. Quando il reale
ricompare, come in Sogno leggero, è un frondoso albero
di colore scuro, una cupa presenza immobile e minacciosa
se paragonata alle fragili foglie che paiono elevarsi
oltre il cielo, in contrapposizioni alle radici
dell’albero inesorabilmente schiacciato al suolo.
Questa è la sensazione che l’arte di Irene Klein mi
trasmette: quando il reale si vanifica nelle trame di un
dolore che inchioda, è l’immaginazione che ci permette
di riscattarci, avvicinandoci ai sogni.
Alberto Bonacina

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