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Massimo Nardi

 

BIOGRAFY:

Massimo Nardi, nato a Bari il 05/09/1963, si è diplomato al Liceo Artistico di Lucca, ha conseguito la Maturità di Maestro della Ceramica a Bari, si è specializzato nella scenografia lavorando con il Teatro Petruzzelli realizzando scenografie della lirica, televisione e spettacoli in genere.
Numerose sono state le sue partecipazioni in collettive e rassegne artistiche, dove si è aggiudicato premi e riconoscimenti importanti.
Hanno scritto di lui critici e giornalisti e le sue opere sono in collezioni pubbliche, private ed ecclesiastiche in Italia e all’estero.
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Hanno scritto di lui: V.Abrami, R.Joos, C.Campanile, R.Genovesi, P.DeGiosa, F.Sorrentino, M.Siciliani, E.DeCillis, G.Bolognesi, P.Marino, A.Sciacovelli, G.Latronico, E.D’Incognito, G.Spinelli de’ Santelena, L.Spinelli, P.De Giosa, Don M.Dellefoglie, Fra S.Tupputi, F.Balice, P.Balice, E.Biagi, A.Fini, L.Mazzetti, L.Morigi Morrone, F.Pinto, E.Staino, M.Campione, L.Brescia Torres, G.De Laurentis, S.Dibartolomeo, T.Aldini G.Mongelli, v.Coppola, A.Benagiano, T.Ciardi

Prof. Giuseppe De Laurentis


CURRICULUM VITAE:

Bibliografia
- CIDAC Editore vol. "Arte Oggi";
- IONIO mensile di cronaca culture e spettacolo;
- MESSACCESI editore;
- ART LEADER Mensile d'arte;
- MERIDIANO SUD mensile;
- PENSIERO E ARTE mensile;
- TESTI E UMORI MENSILE;
- CEIT annuario d'arte moderna;
- BREVE rivista;
- TOP ART agenda artisti nazionali;
- BABELE trimestrale d'informazione artistica culturale e di spettacoli;
- TOTEM rivista mensile;
- STAGE rivista;
- TUTTO SWATCH catalogo;
- IL SECOLO D'ITALIA quotidiano;
- SUD EXTRA supp. quotidiano puglia;
- La REPUBBLICA quotidiano;
- La GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO quotidiano;
- PUGLIA quotidiano;
- GALLERIA VENETA rivista;
- BARISERA


MASSIMO NARDI: UNA PITTURA FRA RATIO E ARABESCHI FLUTTUANTI

Taranto, febbraio 2008
L'artista barese Massimo Nardi non ha bisogno di presentazione: consolidato iter pittorico, nonostante la giovane età, prestigiosi riconoscimenti alla sua arte che offre spazi aperti al fieri, ricerca di quel segno particolare con cui lasciare l'impronta imperitura.
Accanto ad una pittura che potremmo definire riferibile ad un mondo ancora ordinato dalla ratio, di elementi quindi precostituiti, composti alla lettura di un messaggio più agile, s'è fatta in questo Autore strada una diversa interpretazione della realtà effettuale. E, nel suo disgregarsi, fa affiorare l'anelito al superamento di se stessa nella ricerca di un nuovo ubi consistam che potrebbe rintracciarsi anche nel sogno, speranza dell'uomo sveglio.
La natura, pur nella bellezza del tratto di paesaggi che sono soliti all' occhio del pugliese anche se trasfigurati nel segno pittorico di atmosfere apparentemente idilliache, non sempre sollecita pensieri di serenità, ed appare talora in una preoccupante immobilità. Nubi plumbee a ricordare gli effetti dell'insennatezza umana, chiomati alberi solitari, correlazione di una solitudine che è divenuta ancor più profonda. Sono parte di una terra che va sfaldando la sua resistenza, immessi talora in forme architettoniche lontane che ci riportano a dipinti, per esempio, del Duecento toscano, ad altre ere, ad una Weltanschauung diversa.
Ma anche quando il pennello si fa tenue, è significativo lo sfaldarsi degli elementi naturali, i quali acquisiscono il segno della disgregazione. Paiono arabeschi staccati dal fulcro vitale di cui non sempre si percepisce l'esistenza, fluttuanti verso l'ignoto. Anche i girasoli non sono più rappresentati nella loro compatta armonia, hanno petali vaganti, uno scomporsi a simboleggiare la perdita dell'unità. Così le nature morte si compongono ma anche scompongono nell'inserimento di forme estranee, perdono pertanto anch'esse la centralità.
Il particolare arabesco di Nardi, che è foglia ma anche altro, diviene, a nostro avviso, il tratto distintivo di tante tavolozze, anche delle sue preziose bottiglie, ed è l'oggettivarsi della realtà presente frantumata.
Il passato favoloso appare invece composto in delineature chiare (castelli, cavalieri...), mentre nel mare è forse l'aspirazione al sogno, in quel veliero che talora compare.
In alcuni dipinti il nostro Artista rappresenta l'amato papa Giovanni Paolo II coi tratti fisici gravati dal male, ne coglie la meditazione orante per l'umanità. Simbolo di forza nella fede ci è parso particolarmente il dipinto in cui Karol Wojtyla, quasi brandendo la Croce, procede nella bufera, in un percorso che deve seguire le orme del Figlio dell'uomo, guardare pertanto al cammino dalla Galilea al Calvario, farsi ancora una volta proposta di salvezza in Cristo.
Nardi rivisita anche il biblico peccato originale in una maniera tutta sua. In un dipinto il particolare verde, un impasto cromatico in cui tutto è immerso e che tutto sommerge, appare l'oggettivarsi del male, un emblema della fragilità umana soggetta al peccato.
La donna è presente in altri dipinti, rappresentata nella sua bellezza composta e scomposta, nel piacere del possesso di una fisicità allettante; e si fa forza di bifrontismo, cognizione del proprio sé, delle qualità che hanno una ambivalenza inquietante.
Né possiamo trascurare i murales che Nardi propone come spettacolari affreschi di vita e pensiero, sui quali l'occhio si ferma ammirato dalla bellezza rappresentativa di quanto ai baresi è più caro, della basilica di San Nicola, di un mondo che può divenire nuovamente punctum di ricostruzione dell'individuo, della collettività.
La pittura di Massimo Nardi resta nella retina per il particolare cromatismo talora forte, talaltra tenue, ma resta anche nell'anima che coglie nella sua espressività artistica un mondo in disgregazione, nel quale si scorge pure che viene lasciato spazio ad una speranza di costruzione, di armonia.

Antonietta Benagiano
 

 

   

 


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