IL MONDO SOTTOSOPRA
Autore: Maristella Angeli
Rupe Mutevole Edizioni 2010
Collana – Poesia
Isbn 978-88-6591-028-3
pagg. 106
Euro 10,00
 


PRESENTAZIONE
E’ un nuovo inno all’amore questa raccolta poetica di Maristella Angeli?
Certo che l’amore la pervade. C’è quello per il suo compagno di vita, quello per la bambina che nasce, quello per la Natura, a cui l’autrice ci ha ormai abituati, dal momento che è sempre protagonista nelle sue poesie, e c’è quello per le persone comuni che, affrontando giorno dopo giorno la vita, tentano disperatamente di vivere meglio che possono. Ma soprattutto c’è l’amore per la madre che, scomparsa da poco, lascia una ferita profonda e inguaribile nell’anima di Maristella. Una mamma che ci viene descritta pittrice, poetessa, un’artista insomma, ma anche una protagonista irriducibile della vita, una figura materna che è universale e che, come in ognuno di noi, trova il suo posto per sempre nell’anima dell’autrice. Il dolore per la sua morte però è immenso e destabilizza, ma proprio questo fa scattare qualcosa che la poetessa non ha mai manifestato precedentemente nelle sue sillogi. La ribellione! Tra le parole che, struggenti, in un afflato di sentimento davvero coinvolgente e commovente, incantano per la loro bellezza e che hanno del magico, si insinua la voglia di riscatto verso un destino beffardo e tiranno. C’è meno rassegnazione questa volta nei confronti della vita che nega e fa soffrire e che, nella sua ineluttabilità, strappa con la morte la figura della madre, la figura cioè dell’amore vero, assoluto, incondizionato e pertanto insostituibile. La poetessa soffre moltissimo, come del resto soffriamo noi, leggendo il suo dolore, vivendo insieme a lei la straziante assenza di colei che s’identifica con la stessa gioia di vivere. L’autrice mescola il proprio pensiero nel colore del mare e nel colore della nostalgia di un campo di papaveri e fiordalisi.  Ritornano i fantasmi del passato, i ricordi funesti di un’infanzia che ha tolto più che regalato, e il tempo delle speranze perduto ormai per sempre, portato via dal vento che contemporaneamente ha portato via mamma Giuliana. Quindi stavolta è un amore che s’impone, non più tanto languido e malinconico soltanto, ma determinato, deciso, spavaldo, coraggioso, in una parola invincibile. 
.
La sfida alle leggi che regolano il tempo e lo spazio si legge spesso tra le righe e la ribellione dell’autrice arriva a voler capovolgere il mondo conosciuto, perché facendolo, mira a capovolgere le spietate regole che la vita ci impone. Sono convinto che tutti noi abbiamo tante volte sperato di tornare indietro, anche solo per poco, di attorcigliare indietro il nastro dei giorni, far procedere il tempo all’incontrario per vincere la morte e, nel caso della Angeli, per rivedere la madre e poter ancora parlare con lei.
Coerentemente è chiaro che l’incanto a cui la poetessa ci ha abituato nelle precedenti sillogi, come pure la ricerca di rifugio e serenità nella magica Natura, sua vera e propria musa ispiratrice, sono elementi velati di disillusione, mentre i contrasti che ne conseguono si fanno evidenti, violenti quasi a tratti, e solo la possente forza vitale della Angeli riuscirà a domare tanto annichilimento interiore.
Così l’autrice si  veste di vento, malgrado i pensieri siano in balìa di fitte nebbie e la notte riporti paure da tempo sopite. La luce si contrappone ad un buio minaccioso tra bianco e nero e amore per la prima volta fa rima con dolore. Allora la poetessa alza lo sguardo al cielo, perdendosi a contare le stelle, si eleva alla luna per fuggire una realtà troppo spietata, ma  la luna è a pois, ed  è fredda, anche se ancora riscalda i cuori innamorati. La Angeli sembra disperata nella sua ricerca di infinito e di amore che non muore e ancora una volta chiede aiuto alla sua forza naturale, a quella incontrastata voglia di vivere, malgrado tutto, che la rende invincibile. Nel sentimento profondo e puro verso il proprio compagno ella si eleva al di sopra di tutto e finalmente riesce a sorridere, a risentire il vento soffiare da amico, la luce baciarla come sempre trasformando la voce dell’amore in un iridato arcobaleno che di nuovo e per sempre splende  negli occhi innamorati.
Emanuele Marcuccio nella sua prefazione arriva ad accostare la poetica della Angeli in questa silloge a quella del grande Ungaretti, per musicalità ed essenzialità. Aggiungerei che in questa raccolta l’autrice, per la forma poetica, il respiro interiore, la dolcezza visiva e la notevole vis onirica, a mio avviso si avvicina molto, pur nella diversità, ad un’altra grande poetessa: La Emily Dickinson.
Una silloge preziosa questa della Angeli, che si dimostra ancora una volta e sempre di più una grande interprete dei sentimenti umani e della vita di ognuno di noi.
.
Sandro Orlandi