Suicidio

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2009-02-25

 ...Tutto è magia, anche un “dark” di spessore come questo che sa di attesa, di intime astuzie e di misurate incertezze.  Adrenalina pura in un delirio crescente e misterioso che Rosella ci regala in questo brano travolgente, secco come una fucilata, che coinvolge il lettore fino al  gran finale. 

Robert Ewing

 

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 Suicidio


Ho studiato attentamente tutti i particolari.

La porta è blindata, ho chiuso lasciando la chiave nella toppa, ed ho inserito la sicura. Da lì non passerà nessuno. Le finestre del piano di sotto hanno le inferiate, quelle sopra l'allarme. Doppi vetri e doppie finestre; l'avevamo costruita bene, la casa, a prova di spifferi e rumore. E di ladri.

Mi sono preparata per mesi e mesi: ho nascosto le boccette di calmante, e le ho sostituite con alte vuote, per far sembrare che le prendevo regolarmente.  Questo mi è costato una quantità di notti insonni, ma ne valeva la pena.

Lo stesso ho fatto con le pasticche: le ho vuotate giorno dopo giorno in un vasetto di maionese vuoto, e l'ho nascosto sotto i vestiti. Ho fatto sparire blister e confezioni; così nessuno saprà mai quello che ho preso.

Ho cominciato stamattina con le birre, poi ho preso anche il vino: che fatica stappare le bottiglie. Ci sono riuscita, una vittoria; dopo le altre, più forti; ho vuotato tutto quello che c'era: ma io non mi ubriaco mai, sento la testa che gira, e le gambe molli, ma sono ancora qui. Bucarmi no, non l'ho mai fatto, perché gettar via il denaro tanto stupidamente? Una aspirina, meglio.  Ora berrò le boccette, tutte d'un fiato. Poi le pasticche, lentamente una per una.

Mi sono messa un vestito elegante, gonna lunga, scollato, tacchi a spillo, e bei gioielli. Voglio che mi trovino così, bella.

Nessuno sospetta nulla: sono stata dalla pettinatrice, ho comprato delle scarpe nuove, dei libri …. Bello scherzo vero? Tutto per essere bella all'appuntamento più importante della mia vita, l'ultimo. Chissà chi arriverà per primo? Ho mandato una mail a tutti quelli che conosco …. 100 a 1 che nessuno la leggerà, e chi la legge penserà a uno scherzo.

Ho il testamento qui vicino: si capisce mica voglio che si mettano a litigare per quattro vecchi vestiti, e un po' di bigiotteria. Ho anche roba di valore. Ma io penso a tutto. Mucchietti uguali per tutti.

Nella bara voglio che mi mettano con quello che ho ripiegato qui accanto: stretch maculato, calze nere, e super scollatura. Mi reciteranno il rosario, così conciata? Gli scapperà da ridere … pensa che figura … poi cosa facciano non so; ho lasciato scritto che voglio essere bruciata, diventerò un mucchietto di cenere. Sono sempre stata per le cose spicce io: perché aspettare anni e anni per avere lo stesso risultato, diventando pasto succulento per vermi e topi? Che schifo. Bruciate tutto, e subito.

Spero bene che non spendano soldi per fiori inutili, che mi fanno starnutire. E neppure in opere di bene: ognuno si tenga il suo, ai morti non serve niente, ai vivi sì.

Ho lottato tante volte, sempre mi sono rialzata, e ho continuato, ma che fatica. Da sempre. No, non ricordo un solo giorno senza pianto, senza dolore, e senza fatica. A che scopo? Pasticche. Pasticche per far venire appetito, pasticche per dormire, pasticche per svegliarsi, pasticche per ridere, perché piangere è vietato. Star male è vietato. Soffrire in silenzio, è vietato. Dai noia, stando lì, con il tuo sguardo inutile, con il viso sfatto, con gli occhi senza trucco; ti volevano bella, bionda, spiritosa "sei forte". E anche sei brava, sei un tesoro, sei una vera amica, sei quello e sette quest'altro. Che fatica
Fatica per essere quello che non sei, per tenere gli occhi aperti, per passare la nottata: ed ora gli occhi si chiudono, si chiudono …

Che sonno.

Le pasticche cominciano a fare effetto: sarà meglio che mi stenda. Ho trovato una vecchia canzone molto divertente, parla di un testamento ….
Che sonno. Spero proprio di non svegliarmi più. E spero che non esitano altre vite: di una ne ho avuto già abbastanza. Ora mi riposo.

Buon proseguimento a tutti.

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Rosella Rapa

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1. 01-04-2009 22:23

C'è solo da sperare di non giungere mai a questo punto di autodistruzione. Ma purtroppo la realtà ce ne informa fin troppo spesso. Il tuo racconto è comunque scritto magistralmente. 
Brava come sempre, ciaooo 
gio
giovanna giordani

2. 26-03-2009 16:38

cara rosella, ho letto attentamente.  
L'atmosfera ricreata per gioco è quella giusta.  
Le riflesioni di un ultimo giorno, anche.  
Noi leggiamo la cosa dal di fuori, su un giornale, o su un servizio su un settimanale.  
Specie quando un'attrice famosa o meno, ci ha volontariamente lasciato.  
Ma vista da dentro, la cosa deve essere proprio così.  
E uno scrittore è tanto più bravo quando immagina una cosa per sé e la rende universale. 
Tu hai fatto questo.  
Lascia riflettere molto. 
 
marcello
marcello de santis

3. 05-03-2009 03:09

Purtroppo questa è una strada che qualcuno percorre davvero ... è una trappola in cui cadono persone troppo sole o troppo deboli, trascurate, ignorate. Quando ero bambina, mio padre, insegnante, rientrò a casa stravolto: la madre di un suo alunno aveva ucciso il figlio, e poi tentato di uccidersi lei stessa, perchè afflitta da un male senza speranza. Io comprendo il suicidio, lo accetto, ma perchè uccidere un bambino? Il NON senso della vita. E' pericoloso. Siate vigili, sempre.  
E' il consiglio della Fata.  
:zzz :zzz :zzz
Gwendydd

4. 02-03-2009 08:02

Hai descritto una cronologia che nessuno di noi vorrebbe mai percorrere. 
La tua protagonista l'ha affrontata con fierezza e piena consapevolezza e questo è ancora più frustrante secondo me. 
Periodi bui ci piombano sulla testa quando meno ce lo aspettiamo, e se per ulteriore sfortuna si accumulano ad altri, è veramente catastrofico.  
Serve che qualcuno ci aiuti almeno con rispetto e amore. Se siamo lasciati soli, quasi inevitabilmente vediamo questa "soluzione" come l'ultima spiaggia. 
E' un racconto che ci deve far riflettere!
Sophia

5. 26-02-2009 00:29

Quanta amarezza e....realtà nel tuo racconto Rosella cara. Riesci a dare un bel quadro del nostro malessere, di quel continuo apparire e nascondersi che un po' tutti noi siamo costretti a fare. E' vero a volte non possiamo permetterci nè di soffrire, nè di lamentarci, altrimenti gli altri si stancano e ci lasciano ancor più soli in preda alle nostre debolezze e angosce. Ma in fondo la vita è anche questo....lottare e rimanere a galla e costi quel che costi....val bene anche prendere pasticche e perchè no morire un po' alla volta, ogni giorno di più, pur di essere accettati, anzi uniformati ad un'anonima massa. Sono stata forse troppo dura? E' solo una riflessione che mi è venuta leggendo il tuo crudo resoconto. Comunque io sono ottimista e voglio sperare sempre nella parte buona dell'uomo anche se oggi i segnali e l'atmosfera che viviamo è decisamente...noir, per restare in tema. Un abbraccio a te con tutto il cuore, a presto. 
Roberta :)
Roberta Bagnoli

6. 25-02-2009 21:58

Quanto vento soffia nell'anima... un dolore che ti tiene per mano fino a perdersi... o ritrovarsi. 
Mitica Rosella!
Magic

7. 25-02-2009 20:09

Cara Rosella,quanto è tremendamente vero quanto così magistralmente racconti,in modo ironico ed amaro .Il mondo d'oggi costringe,induce a non accettare la vecchiaia,a sopire il dolore artificialmente,a mostrarsi sempre bella,allegra e pimpante...vedere nell'altro la sofferenza disturba il quieto vivere ed allora maschere e pillole...Bravissima veramente ,animo sensibile . 
Tinti :) :) :)
tinti

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Magic of Darkness - Incubi e Deliri
Scritto da Rosella