E.T.A. Hoffmann

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2009-06-11

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 E.T.A. Hoffmann – Tra Fiaba e Noir

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Ernst Theodor Wilhelm Hoffmann, tedesco, (1776 – 1822) fu scrittore, compositore, pittore e giurista. Nel 1805, in onore di Mozart, mutò il suo terzo nome in Amadeus

Nelle sue opere l'autore affronta diversi generi narrativi, spaziando dal racconto avventuroso a quello poliziesco; si dedica a casi patologici e alla satira; ma ciò che maggiormente ci interessa in questo contesto, è la sua capacità di descrivere la realtà concreta come un qualcosa di inconcepibile, assurdo, artificioso, mentre i sogni e le magie appaiono come aspetti assolutamente naturali e ovvii.

La sua figura e le sue opere letterarie, improntate al fantastico e all'horror, influenzarono notevolmente il Romanticismo europeo.

Tra i suoi racconti desidero citare i seguenti:

Lo Schiaccianoci e il re dei topi
Der Sandmann
("L'uomo della sabbia") più noto come “Coppellia”


La Fiaba

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Lo Schiaccianoci (e il re dei topi), è universalmente noto, soprattutto grazie all’opera di Piotr Il'ic Caikovskij, che si ispirò alla vicenda per trarne uno dei balletti forse più conosciuti al mondo:  "Lo Schiaccianoci" (nel 1891). Inoltre, essendo una fiaba Natalizia, sono numerosissime le sue trasposizioni cinematografiche: persino Barbie (sì, la famosissima bambola) fece il suo debutto come protagonista nei film d’animazione, proprio con lo Schiaccianoci. In “Fantasia”, di Walt Disney, la suite tratta dal balletto è popolata da fatine d’ogni stagione. Nei paesi Nordici Europei , e anche in Canada, dove la tradizione dell’Abete Natalizio soppianta il presepe, i più famosi negozi con gli addobbi sono aperti tutto l’anno: e lo Schiaccianoci non manca mai.

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Riassumo velocemente la trama, anche se credo che tutti la conoscano.


“Nella casa del borgomastro Stalbaum, giungono parenti e amici per festeggiare l’arrivo del Natale. Grandi e piccini si ritrovano intorno al grande albero addobbato a festa, distribuendo i doni ai piccoli. Giunge l’orologiaio-mago Drosselmeyer che porta nuovi doni: due bambole meccaniche (Arlecchino e Colombina) e un regalo per la piccola Clara (figlia di Stalbaum) un pupazzo Schiaccianoci di cui narra la storia. Il fratello di Clara, Fritz, invidioso per le attenzioni che la sorella dedica al nuovo giocattolo, decide di sottrarglielo ma, nella disputa si rompe. Drosselmeyer lo ripara subito e chiede a Clara di riporlo in un posto sicuro. La festa riprende sino ai saluti. La piccola Clara si addormenta nel salone ai piedi del grande albero che magicamente si ingrandisce e i giocattoli si animano per volontà di Drosselmeyer.

Il sonno di Clara è disturbato da una battaglia: i topi comandati dal loro re attaccano i giocattoli che resistono guidati dallo Schiaccianoci. La battaglia sta per concludersi con la vittoria del re dei topi che ha ferito a morte lo Schiaccianoci quando Clara (in altre versioni la luce di una candela datale da Drosselmeyer) lancia una sua pantofola che colpisce il re dei topi e può salvare il suo pupazzo/principe.

La trasformazione della notte è compiuta, l’albero sfonda le pareti dell’angusta casa, i fiocchi di neve e gli angeli conducono Clara e Schiaccianoci su di una slitta in un mondo fatato.

Clara e Schiaccianoci giungono nel regno della Fata Confetto dove il povero Schiaccianoci narra la sua dolorosa storia e come Clara lo abbia salvato. Per i due giovani viene imbandita una festa meravigliosa: pastorelle di marzapane, tè, caffè, bastoncini di zucchero, tutte le meraviglie del palato giunte dalle terre lontane, sino ai fiori canditi. Clara si risveglia nel salone delle feste e controlla che lo Schiaccianoci sia al suo posto. Al mattino gli Stalbaum ricevono una visita inaspettata: un amico di Drosselmeyer, con il nipote, capace di rompere le noci con i denti. Per Clara è amore a prima vista. Ormai è diventata adulta.   (tratto da /www.oltrecultura.it)


Ora, vorrei spiegarvi perché l’ho chiamato Fiaba.

Innanzitutto ha un lieto fine, in secondo luogo, sebbene venga descritto un mondo incantato, con svariate località, castelli, protagonisti, e magiche avventure, non è chiaro se la protagonista, Clara, lo viva realmente, o se si tratti di un sogno. La dimensione onirica non è accettata dal Fantasy. Tutto ciò che ci viene presentato ha i tratti tipici della fiaba: gli animali parlanti, le fontane di zucchero filato… sono magici sogni di bimbi. "Lo Schiaccianoci", è una fiaba fatta di dolciumi, soldatini, albero di Natale, fiocchi di neve e fiori che danzano, topi cattivi, prodigi, principe azzurro e fatina.  Per queste  sue caratteristiche di favola a lieto fine e per la vicenda pervasa da un'atmosfera di festa, è divenuta col tempo uno delle più famosi racconti natalizi.

La dolcissima musica di Caikovskij, che lo rese famoso, non ha proprio nulla di surreale o misterioso: abbiamo veramente trovato una fiaba. Una fiaba moderna, dove il Bene, per trionfare, dovrà sottoporsi a numerose prove, ma vincerà sicuramente.

Nel racconto di Hoffmann, più volte rielaborato (anche dal grande A. Dumas padre) gli psicologi individuano tipiche  paure dei bambini, in particolare la  paura di divenire adulti, che Clara dovrà superare.

Per concludere, secondo il mio modesto parere, il mondo incantato in cui Clara viene proiettata, è un dolce mondo di Fiaba, che va salvato, non con grandi battaglie, ma con la forza dell’Amore.

Con il passare del tempo, la trama del balletto ha quasi completamente soppiantato la versione originale di Hoffmann: un vero peccato, perché il racconto originale è una fiaba che può essere letta ai bambini d’ogni età: inevitabile la traduzione; ciò che determina il momento della lettura dipende dall’ascoltatore, più o meno propenso ad ascoltare, o a leggere, un racconto un poco più lungo.  Io consiglio la versione integrale, senza tagli e senza altre aggiunte artificiose. La lessi intorno ai 10 anni, e ne ricordo molti particolari: quando una fiaba ha un grande autore, non bisogna svilirla. Anche il balletto può essere proposto ai giovanissimi: ha una musica coinvolgente, danze molto variegate, e la storia di base è avvincente. Però, mai imporre un genere che non piace.

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 Fata Rosella, 2009

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Scritto da Rosella