La Guerra dei Mondi Da tempo desideravo scrivere una recensione, o, più modestamente, un commento, al romanzo più famoso di H. G. Wells: La Guerra dei Mondi. Fu reso famosissimo da un suo omonimo, Orson Wells, che (per scherzo) lesse alla radio americana alcune pagine del romanzo, fingendo che fossero vere: il panico dilagò per tutti gli U.S.A., e furono necessarie non una, ma più rettifiche, per convincere gli Americani che si trattava di una finzione. Per fortuna era solo una radio! Ve lo immaginate alla TV? Ma, in sostanza, di cosa parla “La guerra del Mondi”? “Alla fine del XIX secolo sembrava impossibile che altri mondi osservassero la Terra…” Così inizia il romanzo, scritto nel 1894, e parafrasato dal cinema l’introduzione “ Alla fine del XX secolo …” Bene, ormai questa fine l’abbiamo superata e raggiunta; ma cosa voleva dirci H.G. Wells, nel suo romanzo più famoso e meno letto? Voleva informarci di un pericolo sempre presente. Lui non avrebbe mai visto arrivare i Marziani, ma avrebbe subìto due guerre mondiali: spesso credo che gli scrittori di Fantascienza posseggano un qualche dono della profezia. Ho letto il libro dopo aver visto i films: non bisognerebbe farlo. Ma devo confessarvi una cosa: il libro, non i films, mi ha terrorizzata. Perché lo scrittore sa comunicare il suo terrore. Il fatto curioso, è che nel libro, le risorse della Terra rimangono quelle della fine del XIX secolo: carrozze con cavalli, treni, carri armati trainati da cavalli ... invece i Marziani hanno una tecnologia infinitamente superiore: e quando il protagonista, superata una serie di vicissitudini clamorose ed inquietanti al tempo stesso, riesce finalmente a vedere la sconfitta dei nemici, quasi tutta l’Inghilterra, luogo in cui si svolge la tremenda conquista, è andata distrutta. Memorabile, da citare secondo me nei libri di letteratura, le pagine che descrivono la fuga da Londra: ogni decenza, ogni sentimento umano, ogni ragione, viene distrutta da una sola idea: Salvezza. Fuga. Terrore. Posso essere sincera? Questo libro incute paura. Paura dell’ignoto, di ciò che potrebbe sconvolgere il nostro vivere quotidiano, annientare ogni nostra speranza. Sembra impossibile, parlando di un lavoro scritto più di cento anni fa, ma è così. PAURA. Da un nemico noto sappiamo cosa aspettarci; ma da un nemico ignoto? E non serve cercarlo su Marte, è qui sulla Terra: solo, ormai, ci abbiamo fatto l’abitudine. E ci conviveremo. Da questo libro, che andrebbe letto per riflettere sulla precarietà della vita umana, sono stati tratti due film: uno è degli anni ‘50, un altro molto recente, con Tom Cruise. Vi invito a vederli entrambi. Il più vecchio rende meglio lo spirito del libro; ma non suscita abbastanza terrore. Il secondo, al contrario, rende perfettamente il panico generale successivo all’attacco, e la difficile fuga per la sopravvivenza. Non vi svelerò il finale: vi dirò solo che H.G. Wells metteva in guardia i suoi contemporanei dalla fede cieca nella scienza. Sostituiamo questa parola con “tecnologia”: e potremo capirlo. Rosella Rapa
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