Il Fantasy: 15 - Ciclo Arturiano classico 2

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2009-09-13

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 Il Ciclo Arturiano Classico: l’evoluzione del Mito


Tra Geoffrey e sir Thomas possiamo affermare che troviamo di tutto e di più.

Se inizialmente l’opera di Geoffrey viene continuata da scrittori di indubbio talento, come Crétien de Troyes, il più grande scrittore medievale prima di Dante, e Wolfram von Eschenbach, uno dei più grandi poeti tedeschi del Medioevo, in seguito si aggiungeranno opere di scrittori noti e meno noti, di cantastorie da piazza, di autori tanto volenterosi quanto assurdi, che porteranno alla corte di re Artù argomenti che mai avrebbero dovuto entrarci, ma che si salvarono dall’oblio proprio grazie a lui.

Crétien scrisse cinque poemetti, di cui alcuni trovano molte similitudini con racconti riportati nella raccolta gallese del Mabinogion, il che fa pensare ad una conoscenza piuttosto vasta di queste leggende, che, per motivi suoi, Geoffrey preferì non inserire..
Crétien scrive sotto la protezione di una dama, Eleonora d’Aquitania, non ha timore di introdurre elementi fantastici (una fonte magica, un leone buono) ed introduce nei suoi poemetti temi altamente sociali, scagliandosi contro lo sfruttamento delle donne e dei poveri. Gran coraggio.



Yvain, ou le chevalier au lion


Tuttavia introduce, a malincuore, una vicenda che segnerà profondamente la vicenda arturiana: la relazione adultera tra Lancillotto e Ginevra.
Questa vicenda, destinata ad avere un seguito molto profondo, ed a condizionare la fine del regno di Arthur, porta i tipici tratti dell’amor cortese imperante in Francia all’epoca di Crétien, ma bisogna notare che la sposa di Arthur era già stata accusata di tradimento proprio da Geoffrey, però con il nipote arrivista Mordred. Assolutamente priva di fondamento, contribuirà a dare alla corte di Artù il fascino dell’intrigo, ed a favorire la comparsa di altri personaggi, ben poco cavallereschi o fedeli.



Geraint et Enide

Crétien è “colpevole” di iniziare anche un altro poema: ”Percival ou le comte du Graal”, che sarà ripreso appunto da Robert de Boron. Crétien non specifica “cos’è” il Graal, riandando nel suo racconto a tradizioni celtiche pagane, piuttosto che cristiane; tuttavia questo appiglio, unito alle preoccupazioni di Geoffrey faranno sì che le vicende improbabili di Giuseppe d’Arimatea, ed in seguito quelle fortemente simboliche dei templari, entrino quasi a forza nel ciclo Arturiano.


 


La conquista del Graal


Sarà l’inizio della fine.

Dopo aver accolto Tristano, Morgawse, incesti, assassinii d’innocenti, tradimenti con incantatrici, duelli con giganti, scherzi maligni, morti per amore, Merlino mago saggio ed infine sciocco o dannato, e una quantità di vicende tanto fantasiose da risultare a tratti palesemente assurde, Il mito Arturiano dovrà infine soccombere durante la prima caccia alle streghe, vere o presunte, come accadde ai Templari.
Purtroppo, i tempi stavano cambiando. La ricerca del Graal, le tematiche cristiane, le crociate, il ridimensionamento del ruolo della donna, della Dama, si sovrapposero, mutandole profondamente, agli ideali cavallereschi che avevano distinto la prima parte delle opere su Arthur ed i suoi veri cavalieri. La ricerca del Graal porterà i fidi di Arthur a uccidersi stupidamente tra di loro, il tradimento di Lancillotto ad una guerra fratricida, e la battaglia finale sarà una catarsi purificatrice.
Nulla di tutto ciò potrà mai cambiare la fedeltà del lettori al più grande mito Europeo, che, dopo la rivalutazione di sir Thomas, non conoscerà mai pi il declino.


Noi saremo sempre con te:
Artù: rex quondam, rexque futurus.

Re per sempre: il Re del FANTASY


Gwendydd (Rosella Rapa)

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Saggi sul Fantasy - Il Fantasy
Scritto da Rosella