Il Ciclo Arturiano Classico: l’eredità Fantasy Immagino cosa vi starete chiedendo: quest’illetterata che non conosce né il greco né il latino, che sogna ad occhi aperti, e che voleva imparare il celtico, li avrà letti proprio tutti i libri che va citando? Sì. La risposta è sì, li ho letti. Non tutti in testo integrale, ma non demordo: prima o poi li avrò. Ma torniamo alla corte del re.
Geoffrey e sir Thomas pongono la ragione della loro opera, sulle imprese del re, che trova la sua vera ragione di essere: grande guerriero, stratega, condottiero, leader, diremmo oggi. Un uomo capace di risollevare le sorti di un paese battuto, in preda alla guerra civile, di difenderlo da ogni nemico; un uomo che riceve come aiuto una spada magica, forse due, che non si arrende mai, e che non morirà come i comuni esseri umani: sarà portato morente, ma vivo, in una terra fatata, la mitica Avalon da tre regine (dee antiche). .  L’ultimo sonno di Artù, circondato da tre Fate Regine
Un guerriero, un eroe, che combatte non per se stesso, ma per il bene del suo popolo: contro forze non sovrumane, ma soverchianti, senza mai perdersi d’animo. Entrambi dimostrano una notevole esperienza in fatto di battaglie, strategie, duelli, scontri, descritti con assoluta vivezza. Sembra quindi che un filo, il filo del destino li unisca, per iniziare e concludere le vicende del grande Re.
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 L’orso uno dei simboli con cui è identificato Artù, anche perché artur (in lingua gallese) e arturus (in latino) significano "uomo-orso". E sempre in gallese la parola arth corrisponde a "orso". Che King Athur, Atcturus Rex, fosse già un mito ai tempi in cui Geoffrey scrisse la sua Historia, trova riscontro non tra le brume Britanniche, ma qui in Italia: nell’archivolto di una porta della Cattedrale di Modena, in cui Artù, Galvano, e altri cavalieri devono salvare la Ginevra da un traditore che l’ha rapita.
Sempre in Italia, troviamo un altro elemento che diverrà famosissimo all’interno del ciclo Arturiano: la Spada nella Roccia esiste, e si trova in Toscana, presso le rovine dell’ abbazia di San Galgano. Ma se questo è storia … il Fantasy dove l’abbiamo lasciato?
 Merlino,il MAGO
. Il ciclo Arturiano è il Fantasy, il Fantasy moderno, giunto fino a noi, fino ai moderni scrittori del XX secolo. Gli elementi che ci ha lasciato resteranno i capisaldi per ogni libro fantasy moderno: · la corte, con il suo lusso e la sua eleganza · il re indomito e guerriero, pronto a sacrificarsi fino allo stremo, per difendere il suo popolo anche da forze apparentemente invincibili · i guerrieri a cavallo, con i loro vessilli e le loro armature, sprezzanti del pericolo · gli eroi, capaci di affrontare imprese sovrumane solo per senso dell’onore. · Il nemico traditore · I nemici possenti, guerrieri invincibili e spesso disumani (giganti, malefici, bugiardi) · Merlino, il Mago. Il Mago per eccellenza. · I cavalieri senza macchia, unici capaci di raggiungere il BENE supremo, al termine di una dolorosa ricerca. Una riflessione a parte meritano le donne: · Morgawse, strega malefica e pericolosa, senza alcun sentimento benevolo: la nemica. · Morgana, la fata più famosa del mondo, tanto da dare il suo nome a un miraggio, un fenomeno naturale. Ambigua, capace, principessa, regina, allieva di Merlino, sacerdotessa di Avalon, in lotta per la supremazia: una donna forte.  La Fata Morgana di Anthony Frederick Augustus Sandys (Birmingham Art Gallery)
· Viviana, la Fata del Lago, avvolta nel bianco, sposa di Merlino, e madre adottiva di Lancillotto. Da non confondere con · La Dama del Lago, creatura soprannaturale, che consegna ad Artù Excalibur, la spada magica. La rivorrà indietro dopo la morte (apparente) del re. · Ginevra, la regina, sposa consapevole dl proprio ruolo, e divine tragicamente infedele. · Nimue, la damigella di Viviana, piccola strega desiderosa solo di nuocere.
 La Dama del lago consegna ad Artù la magica Spada Excalibur
I personaggi subiranno nei passaggi da autore ad autore, da secolo a secolo, da regione a regione, considerevoli variazioni; ma gli archetipi rimarranno. Ciò che più affascina, nel Ciclo Arturiano, ciò che cattura ed ha catturato studiosi e scrittori d’ogni tempo, resta tuttavia il mito. Il vedere come un mito possa nascere ed elaborarsi, sotto i nostri occhi. Capire come possano essersi formate le mitologie antiche, perché possiamo studiare la nascita della nostra propria mitologia, che rimarrà a testimonianza a della nostra storia, ed in cui sir Thomas giocherà il ruolo del novello Omero.
 Bedivere, unico sopravissuto alla battaglia finale, riconsegna Excalibur alla Dama del lago.
Noi saremo sempre con te: Artù: rex quondam, rexque futurus. Re per sempre: il Re del FANTASY.
Gwendydd (Rosella Rapa) NOTA Dare una bibliografia completa sul ciclo arturiano, è pressoché impossibile. Wikipedia può essere come sempre una buona fonte di informazioni, ma io vi invito a cercare le opere di : G. Agrati - M. L. Magini, Oscar Mondadori, Milano, Jean Markale, Oscar Mondadori, Milano. Troverete di tutto: saggi, fonti storiche, antologie. Starà a voi decidere da dove cominciare. Inoltre, in ogni libro troverete una nutrita bibliografia ed eccellenti spiegazioni sui miti che portarono al mito: non si tratta di un gioco di parole: dalle lontane leggende celtiche, mescolate con altrettanto lontane leggende ebreo-cristiane, prende forma il nostro comune , unico, veritiero mito Europeo: Quello di King Arthur. Chi fosse interessato ad approfondire argomenti specifici, soprattutto legati alla Storia, può consultare direttamente: Rosella Rapa  Tintagel:resti di un castello che la leggenda vuole arturiano |