Il mio Alter Ego

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2010-06-22

 

 

IL MIO ALTER EGO
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Davanti allo specchio ad altezza d’uomo nella mia cameretta di eterno attempato single, mi guardavo e riguardavo in cerca di cosa non lo so. Abitudine mattiniera degna di un impagabile narciso. Poi fatte le mie cose in bagno, ci tornai per vestirmi specchiandomi.
In cerca di un aiuto per una migliore “prestazione”. Tanto da qualche tempo ero diventato vanitoso.
Infilai la camicia giallina e cercai di abbinarci su una cravatta decente.
Non mi decidevo e cambiavo e ricambiavo, provavo e riprovavo, quando vidi il mio alter ego dentro lo specchio sbuffare stanco di tanti salamelecchi. Allungò una mano a strapparmi di mano l’ennesima cravatta con la quale inutilmente mi cimentavo.
Ohò, ma mi lasci fare per piacere? di che t’impicci, tirandomi indietro per sottrarmi alla presa.
Non stette a pensarci a lungo, la figura uscì completamente dal vetro argentato di piombo e afferrò tutte le cravatte che stavano sul letto; e le ripose nel cassetto del comò ancora aperto.
Non capisci  proprio niente, grande grosso e fregnone, mi offese.
Ma come ti permetti!, ribadii.
E piantala, mi fa, adesso ci penso io; del resto debbiamo uscire insieme no?
Uscire insieme a te? no no! Io vado per conto mio, tu che c’entri.
C’entro c’entro. Si da il caso che stamattina ho voglia di fare una passeggiata e prendere un po’ di sole, ché qui dentro sto diventando anemico!
Ma va al diavolo!
, feci.
Ci andremo insieme al diavolo, se non la smetti! E lo sai bene dove sta il diavolo, vero? Se vuoi, fai pure! Padronissimo!!!
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Insomma mi trovò una cravatta adatta (secondo lui) e ponendomela intorno al collo mi fece pazientemente il nodo alla scarpina.
Non mi piace alla scarpina!
Silenzio, ché non capisci niente!
(Però niente male, proprio niente male).
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Mi aiutò ad infilare la giacca e andiamo, disse, è ora, una passeggiatina e via…
Non fiatai, volevo vedere se mi avrebbe seguito veramente o se sarebbe rientrato nel suo ambiente naturale fatto di immagine e niente più. M’affrettai alla porta e scesi le scale a due a due come al mio solito; il mio doppio mi imitava alla perfezione tenendosi alla mia destra.
Uscimmo al sole, già caldo a quell’ora di mattina di un’estate afosa, e io mi portai al sole, sperando che il mio doppio si sciogliesse come neve. Ciò che avvenne, ché non lo vidi più, ma mi parve di notare - che mi sbagliassi? -  una piccola pozza di mercurio che s’allargava alle mie spalle.
Finalmente, ma che si credeva quello!
Feci pochi passi, il sole scottava, e me ne tornai sul marciapiede che era all’ombra.
E no!, una voce dietro di me che riconobbi per quella del mio omonimo, del quale m’ero appena liberato, scendi subito da lì e mettiti al sole, avanti! Ne va della “nostra” vita! Se io muoio tu vieni con me, ricordalo! E dovresti sapere che sono uscito pre prendere un po' di sole! l'ombra "mi fa freddo!"
... ma come parla, questo! mi venne da dire, ma mi voltai, a cercarlo; non c’era; notai solo passanti come me che se ne andavano ognuno per proprio conto.
Mi venne un capogiro improvviso, barcollai. E allora decisi di scendere al centro della strada, al sole.
E rieccolo: … Bravo! sto qua sto qua, tranquilloo! non ti libererai facilmente di me, a meno che non vogliamo estinguerci insieme.
Ma dove sei
?, girandomi intorno,
Sono incorporato nella tua ombra, e cerca di mantenermi così fino a che non rientriamo a casa, che lo specchio mi aspetta. E ricordati bene quello che ti ho appena detto, “mors mea, mors tua”,  quindi non camminare all’ombra, disse sfasciando e ricostruendo a suo modo il proverbio latino “mors tua vita mea”.
Mi fece venire i brividi, e mi fece un po’ di paura. Per cui mi limitati a fare la passeggiata che lui desiderava, stando sempre al sole, a passi lenti, pensieroso.
Possiamo tornare a casa? Io ho da fare, ma che credi?
Va bene va bene, non t’arrabbiare però!
Facemmo la strada a ritroso; salii le scale a due a due, e mi fiondai davanti allo specchio.
Fece un balzo dalle mie spalle dove s’era ricomposto mentre salivo le scale, e rientrò frettolosamente nello specchio.
Grazie, questa passeggiatina mi ha fatto proprio bene!
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Marcello De Santis

 

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Letteratura - Racconti
Scritto da Marcello De Santis