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Reincarnazione (7) - 2

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2014-08-11

REINCARNAZIONE (7) - 2
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SHANTI DEVI

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Attenzione: una versione un po' diversa parla di questo incontro come avvenuto a Muttra, dove i genitori avrebbero portato Shanti per conoscere quel suo presunto primo marito. E quindi qua si svolsero i riconoscimenti le lacrime, i ricordi, gli abbracci. Ma come potete constatare, la sostanza non cambia.
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una foto di Shanti donna matura
1904-1975
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Il marito prese a riesumare cose avvenute nella sua vita con la prima moglie morta, e Shanti-Lugdi confermò e precisò ogni ricordo, aggiungendo anche cose di sua iniziativa. (vero) Parlando della casa, ella ricordò molti luoghi vicini caratteristici, e molti posti conosciuti e frequentati insieme. E della casa ricordò al marito la disposizione dei mobili all'interno. (vero)
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un angolo della casa di Shanti/Lugdi in Mattra (Mathura)
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Ancora: disse al marito che un giorno aveva nascosto delle rupie in un nascondiglio dentro la camera***, e che ci dovrebbero essere ancora, se non sono state apportate modifiche alla casa. (vero) Il marito confermò, perché le aveva trovate, erano 150 rupie, e le aveva prese lui.
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Un dato quasi essenziale:
- data della morte della prima moglie (Lugdi): 4 ottobre 1925
- data di nascita di Shanti Devi: (reincarnazione di Lugdi in Shanti): 12 ottobre del 1926, ma se consideriamo che il primo soggetto possa essersi reincarnato nel secondo al momento della concezione, la data cambia da "ottobre 1926 a gennaio 1925", a soli tre mesi dal primo decesso.
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C'è molto da raccontare ancora circa la storia di Shanti Devi. Noi cercheremo di farlo cercando di proporvi le cose più interessanti e di non annoiarvi.
Cominciamo col dire che uno degli studiosi che più è stato vicino a Shanti in tutto il suo lungo percorso sulla strada della notorietà è stato il dr. KS Rawat  che ha pubblicato saggi e libri sul fenomeno della ragazza reincarnata.
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Il Dr. Rawat ha studiato nel corso della sua lunga esperienza ben 500 casi di reincarnazione, e ha partecipato a infiniti seminari sull'argomento in giro per il mondo. Ha dedicato 42 della sua vita a questi studi, giungendo anche a lui a risultati positivi sulla esistenza della trasmigrazione dell'anima da un elemento a d un altro all'atto della morte.
Ed è sempre accorso di persona sul luogo dove si verificava il fenomeno. Ha sempre sperimentato come del resto i suoi colleghi di altre nazioni con metodo scientifico, ed è sempre riuscito a scoprire falsi e inganni, quando questi c'erano. E quando il soggetto esaminato ha inventato la storia che ha raccontato non ha esitato a bollarlo come infingardo e mentitore. Ha anche accertato che in genere quelli che ricordano la vita lasciata per entrare nel corpo di un altro soggetto, sono persone che hanno avuto una morte improvvisa e quasi sempre traumatica o drammatica.
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I fatti che andiamo a riportare sono tratti da una rapporto del dottor Rawat, il quale informa che quando uscì la notizia di questa ragazza, dapprima restò limitata alla zona, ma poi per la sua particolarità e la sua stravaganza cominciò a dilagare, e tutti e in particolare gli studiosi presero a interrogarsi sulla veridicità del fenomeno e a recarsi sul posto per verificare di persona. Fu così che molti studiosi ebbero modo di conoscersi e di scambiarsi opinioni e pareri. Molti rappresentanti dei quelli che oggi definiamo "i media" riportarono la cosa, ma la tacciarono subito di "sciocchezza", senza verificare e studiare.
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Il dr. Rawat nell'anno 1986 si reca in India, per incontrare colà l'altro grande studioso di fama, Ian Stevenson, che considerava - ed era - il più illustre esperto in fatto di reincarnazione, grazie ai suoi lunghi studi di una vita intera sul fenomeno.
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Là il dottore ebbe modo di avvicinare Shanti Devi, ormai una bella signora di sessant'anni, e l'ha sentita a lungo; poi ha interrogato anche altre persone che sono state vicine a lei e in qualche maniera legate al fenomeno della signora quand'era ragazzina. La storia di Shanti era nota, ma lei a domande confermò ancora una volta che alla sua prima gravidanza - era Lugdi, allora - dette alla luce un feto nato morto.
E gli confermò che rimasta incinta una seconda volta, siccome il parto si presentava difficile, sull'esperienza di quella prima volta, il marito la portò in ospedale, ma anche questo secondo parto andò male, e lei morì. Era il 25 settembre 1925.
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foto di Shanti ragazza
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Ma la storia che lei gli raccontato di nuovo, emozionandosi ancora, l'ho già raccontata più sopra, e qui è inutile riportarla di nuovo.
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Vediamo però se c'è qualche altro fatto che più sopra non ho illustrato.
Dunque, raccontò al dr. Rawat:
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- in quella mia casa mangiavamo spesso dolci, e mi ricordo che  ogni volta sulla tavola ce n'erano di diversi tipi (vero)
- mio marito, era molto buono e giusto, aveva una grossa verruca sulla guancia destra (vero)
- ricordo il tempio che c'era davanti a casa nostra…
Raccontò ancora di quella volta che vennero a trovarla il suo marito Kedar con la sua attuale moglie e il suo figlio Lal. 
- … chiesi a mia madre di preparare da mangiare per i nostri ospiti, e mia madre mi chiese cosa doveva preparare. Io le suggerii il piatto preferito di mio marito (vero: un piatto a base di zucca e patate ripiene); mio marito rimase stupito da tutto questo.
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Quando il signor Kedar le chiese di indicare qualche cosa di particolare, per dimostrare la veridicità della sua antica esistenza, ella rispose:
- … ricordi? io ero solita fare il bagno in un pozzo che stava nel cortile di casa nostra…
Davanti alle lacrime e all'emozione nel vedere davanti a sé quello che era il figlio di Kedar (il decenne Lal), il padre le chiese come avesse fatto a riconoscere in lui il figlio nato per parto cesareo, se lo aveva visto solo pochi minuti prima di morire, ella rispose:
- … l' anima non può sbagliare, marito mio, e mio figlio fa e farà sempre parte della mia anima…
Poi la donna guardando l'attuale moglie di "suo marito" gli chiese, senza ottenere risposta e lasciando lo stesso visibilmente senza parole
- … perché ti sei risposato?... mi avevi promesso che non lo avresti mai fatto…
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Shanti Devi al lavoro su una pittura originalissima
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Come vedete troppe, troppe coincidenze, troppi fatti che si stavano manifestando veri, non possono far pensare a niente che non sia trasmigrazione dell'anima da un soggetto all'altro. Davanti a questi colloqui tutti i presenti rimanevano a bocca aperta, mentre il dr. Rawat intanto prendeva appunti e annuiva; e così tutti gli altri studiosi vicini a lui, non ultimo il prof. Stevenson, che assisteva taciturno anche lui; e con il quale il dott. Rawat si consultava spesso. Anche il signor Kedar Nath non poté che asserire quello che ormai tutti pensavano: si trattava di reincarnazione della sua antica moglie. Shanti avrebbe voluto seguire il marito a Mattra ma non ebbe il permesso dai suoi.
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Ma quando la commissione istituita dal Mahatma (una quindicina di illustri personaggi scelti fra molti studiosi e non ) fece la stesa richiesta, dovettero cedere, e Shanti li seguì al paese di quello che lei continuava a chiamare "suo marito". Era l'anno 1935, e Shanti aveva 9 anni.
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All'arrivo alla cittadina si verificò un altro fatto che avvalorò la tesi della reincarnazione.
La bambina divenne bianca in volto e dichiarò che era un peccato che il tempio era chiuso. Alla fermata ella era in braccio a uno dei componenti la commissione, scese, prese a camminare, ma non aveva nemmeno fatto una quindicina di passettini che vide venirle incontro tra una piccola ressa di persone che si era formata - ormai la conoscevano tutti per fama, la piccola Shanti - un uomo anziano, col vestito tipico di Muttra, che lei non aveva mai visto prima e che non conosceva: si era fermato davanti a lei. Uno della commissione le chiese se lo conosceva, se sapeva chi era. Lei si inginocchiò e gli toccò i piedi. Rispose a lui, sottovoce, sussurrandogli in un orecchio:
- … questo signore è Jeth (n.d.r. il fratello del marito)…
In effetti si trattava di Babu Ram,  ed era il fratello più grande di Kedar, che lei chiamava amorevolmente Jeth.
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L'esame della commissione proseguì una volta raggiunta la casa dove era vissuta. Qui la ragazzina riconobbe tutto camere e altro, e indicò i cambiamenti che c'erano stati, e la sua camera da letto, e dove riponeva le sue cose, ma fu stupita di non trovare il pozzo (il marito l'aveva chiuso con una pietra, la tolse e lei vide che c'era), e portò tutti al secondo piano, mostrò dove aveva sepolto le rupie, mostrò il vaso, che era vuoto (ricordate? il marito aveva trovato e preso i soldi alla morte di lei/Lugdi).
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Il caso come ho avuto modo di dire fece scalpore in India e in tutto il mondo, le autorità locali, istituirono diverse commissioni di personalità importanti per andare a fondo della questione, per studiare il fenomeno di Shanti, e dare un responso che a questo punto non poteva essere più autorevole. Lo stesso Mahatma Gandhi che aveva perorato la causa della commissione, alla luce di risultati riportati ebbe a dichiarare:
Shanti conosceva cose che
"non poteva assolutamente conoscere",
considerata l'età, considerato il fatto che non sapeva dell'esistenza della città di Muttra, che non sapeva chi fossero gli Shoubey, e ignorava tutti gli elementi  venuti fuori nella storia.
Non si poteva concludere in nessun'altra maniera se non in quella dell'affermazione dell'avvenuta reincarnazione.
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segue 8
marcello de santis
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RACCONTATI DA AMICI
GAETANA MORGESE
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Lascio che la mia amica Gaetana Morgese, si presenti da sola
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vivo a Napoli casalinga fino a cinque anni fa... poi (un'altra cosa strana) ho scritto un primo libro... su mia madre, eroina delle 4 giornate di Napoli, un secondo.. sarà pubblicato tra poco... e adesso sto scrivendo un terzo che conterrà quattro storie .due delle quali già scritte...  Sono madre di tre figli due femmine e un maschio..e nonna di due splendidi bambini... naturalmente ho un marito ahahah... nonostante 43 anni di matrimonio ci amiamo ancora... Non sono giovane ma neanche vecchia ho 62 anni credo portati bene.. non farci caso da buona napoletana sono allegra e mi piace scherzare
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Ed ecco l'esperienza di cui è stata protagonista:
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L'esperienza più forte che ho avuta è stata l'uscita "credo" dal corpo...
Tre anni fa mi trovavo ad Assisi per un pellegrinaggio. Prendemmo alloggio in un istituto religioso, in mezzo neanche lo spazio per passare... ero sveglia chiusi gli occhi perchè mio marito non riesce a dormire al buio, e la lampada eccessivamente forte mi dava fastidio... pregavo.
Riaprii gli occhi, e non ero più nella celletta ma nel mio letto a casa mia ...
Mi alzai con tutti i sensi al massimo, avevo percezione di me, strillavo terrorizzata, chiamavo mio marito, i miei figli che sapevo in casa... niente nessuno mi rispondeva...  Alla fine sono ritornata nel letto e ho ripreso a pregare... ad occhi chiusi... all'improvviso il russare di mio marito, apro gli occhi e mi ritrovo di nuovo nella celletta...
Ecco so cosa pensi che mi ero addormentata ecc. ecc... No, ti assicuro non dormivo...

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NOTA
Per esperienza fuori dal corpo, che si esprime con la sigla O.B.E. o anche con O.O.B.E. dall'inglese out of body experience, indica quel fenomeno per cui il soggetto dotato "esce dal proprio corpo fisico", e avverte questa sensazione particolare. Al soggetto sembra di percepire che qualcosa di se stesso fluttui nell'aria fuori del suo corpo materiale, e vede questo dal di fuori, mentre si sente librato in aria.
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In gioventù sperimentai il fenomeno con una signora di Tivoli, una professoressa; lo facemmo registrando davanti alle telecamere di una delle prime televisioni libere, come si chiamavano allora, la Teletivoli il cui proprietario era il mio amico Foschi, che di professione faceva il fotografo. Fu una esperienza che ebbe molto successo.
Per chi volesse approfondire, può consultare i miei saggi predenti sul sito in questione, basta cercare la voce PARAPSICOLOGIA.
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marcello de santis

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Parapsicologia - Articoli di Parapsicologia
Scritto da Marcello De Santis