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Reincarnazione 8/1

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2014-10-02

 REINCARNAZIONE 8/1
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E' il momento di parlare adesso di alcuni casi di reincarnazione studiati da
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Ian Stevenson
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E' un professore di psichiatria, laureato in biochimica, che ha esercitato la sua quarantennale attività alla ricerca di casi che potessero far pensare appunto a reincarnazione, presso l'Università di Virginia.
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Ian Stevenson 1918- 2007
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Stevenson, canadese, ebbe una lunga esistenza; morì  a 88 anni a Charlottesville in Virginia, dopo una vita intera trascorsa in viaggi lunghissimi e spesso estenuanti per fatica e distanze, per recarsi sul posto a studiare i soggetti che potevano mostrare casi di reincarnazione - in quasi tutto il mondo, in particolare nei paesi d'Europa, in India e nell'America del Sud.
Come tutti gli studiosi di fenomeni più o meno paranormali, ha avuto sostenitori ferventi, e che hanno creduto (e credono) nelle sue teorie; ma anche avversari accaniti che giudicav(a)no i risultati ottenuti solo una scienza fasulla: pseudoscienza, la chiamano.
Agli approfondimenti del fenomeno della reincarnazione lo Stevenson giunse dopo aver studiato e insegnato psicosomatica presso la suddetta Università, e presso quella  di St Andrews.
In realtà tutte le sue ricerche sul campo, a interrogare e seguire bambini dai due ai quattro anni (e seguiti il più delle volte fino all'età di sette anni, quando i ricordi di vite passate svaniscono per non più tornare) hanno avuto un rigore il più scientifico possibile. Alla sua credenza finale nella continuazione della vita dopo la morte è giunto dopo un viaggio, come detto, lungo una vita. Fu negli anni 70 che divenne il più importante studioso di reincarnazione, o come si usava definirla allora "metempsicosi".
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Certo, prove concrete non se ne hanno, ma dai casi che ha studiato e molti dei quali ha illustrato nei suoi libri, non può escludersi in senso assoluto che ciò possa avvenire.
Infatti egli nonostante la grande quantità di notizie, e conseguente materiale accumulato nel corso delle sue scorribande in tutto il mondo, non asserisce mai che "La reincarnazione è un fenomeno indiscutibilmente reale", perché uno scienziato non può asserire una qualsivoglia verità se non può dimostrarla.
Vuole quindi procedere con tecniche scientifiche, escludendo qualunque pensiero personale, qualunque decisione che sia opera di sentimenti, se non è perfettamente verificabile.
Ecco dunque che anche nel suo libro di maggiore successo egli si limita a parlare di  "ipotesi". Il tutto dopo aver ascoltato e riascoltato fatti testimoni, ed aver constatato personalmente luoghi  e verificato le più varie situazioni e circostanze, anche e soprattutto le più strane ed inverosimili. Per far questo ripetiamo, il professor Stevenson è sempre accorso là dove lo richiamavano fatti e avvenimenti che potevano far pensare a casi di reincarnazione.
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Vediamoli allora -  illustrandoli molto brevemente - questi metodi adottati nelle sue ricerche, dal prof. Ian Stevenson.
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Il libro in cui Ian Stevenson
riporta i suoi studi eseguiti su venti soggetti
che hanno raccontato di una vita precedente alla propria
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a) molto spesso quando lo studioso giunge sul luogo, i fatti sono già avvenuti, e il più della volte molti anni prima.
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Allora è d'uopo cercare intanto se ci sono registrazioni di quell'avvenimento, delle dichiarazioni del soggetto all'epoca, e se esistono ancora testimoni viventi. Inoltre egli va a scovare se ci sono stati nel tempo altri studi eseguiti sul fenomeno. Poi passa a interrogare il soggetto, che allora era più giovane; a volte di pochi anni, cinque sei al massimo, oppure di tantissimi, e adesso è un adulto o anche anziano. Si impone di rifare gli stessi interrogatori che sono stati fatti magari centinaia di volte. E tenere in considerazione che nel frattempo la memoria si è naturalmente alterata, che i ricordi sono più lontani e sfumati, e che sono stati infarciti, nel tempo da aggiunte o modifiche non sempre reali. Inoltre si sofferma, e a lungo a esaminare i comportamenti della famiglia attuale del soggetto, e se sono ancora in vita, dei famigliari del soggetto della vita precedente. Ultimo: esamina sul posto i luoghi oggetto della reincarnazione, luogo attuale e luogo dove il soggetto dice o disse di aver vissuto la precedente esistenza.
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b) nel fare tutto quanto detto, il dr. Stevenson esamina e cataloga gli errori o inesattezze possibili venuti fuori nella raccolta dei dati.
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Spieghiamo: nell'ascoltare testimoni di oggi e di allora, egli fa una casistica delle notizie che forniscono. Mettendole a confronto con quelle che fornirono negli anni passati. E ciò è solito fare con più persone possibili che furono presenti o che ricordano il fatto. Ci saranno indubbiamente discrepanze, e anche molte. Ma in genere quasi mai sui fatti principali, ma solo su fatti collaterali e di poca o nulla importanza. Più sono i testimoni, meno sono queste differenze di ricordi o di racconti, più veritiero è il racconto del fenomeno.
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c) bisogna stare attenti a possibili errori di traduzione quando si sta a contatto con questi soggetti che non parlano la propria lingua.
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Il professore conosce diverse lingue quindi rispetto ad altri studiosi, magari è più avvantaggiato. Però il problema si pone sempre. E i casi più difficili li ha avuti quando ha esaminato il fenomeno in oriente, India Ceylon Libano.
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alcuni bambini indiani
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(segue)
RACCONTATI DA AMICI
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STEFANIA ALDI
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La mia amica Stefania Aldi di Mantova, mi scrive per raccontarmi una storia di fantasmi che ha come luogo di manifestazioni Piazza Pallone, una piazzetta nei pressi di Piazza Sordello proprio laddove c'è l'ingresso per la visita al Palazzo Ducale. Conosco bene il luogo, per esserci stato varie volte nei miei sei sette anni di frequentazione del Festival Letteratura di quella stupenda città. Oltretutto Piazza Pallone è stata la prima abitazione di mia cugina Sandra, che mi ha ospitato in occasione elle manifestazioni culturali cui ho accennato.
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è una dolce signora di Mantova di professione pittrice;
vive e lavora a Mantova
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Ecco quanto mi scrive, riportandomi il racconto che ne fa Simone Rega  (poeta e scrittore di Mantova, laureato in Scienze dei Beni Culturali e Storia dell'arte)
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Prima di entrare a visitare il Palazzo, oltrepassate il voltone e fermatevi nella piazza: cercate a sinistra una targa sul muro… L’avete trovata? Proprio lì si nasconde l’epilogo della storia di Agnese Visconti, la sfortunata moglie di Francesco I Gonzaga, vittima di una triste storia di tradimenti, inganni e giochi di potere. Era la figlia di Bernabò Visconti, signore di Milano, andata in sposa 14enne o 17enne al coetaneo signore di Mantova per consolidare i rapporti politici tra le due famiglie più potenti del momento. Ma la fortuna gira presto le spalle alla giovane sposa: prima il figlio maschio che non arriva - solo una femmina, Alda, ma all’epoca poche erano le donne che potevano aspirare a un trono - e in seguito l’uccisione del padre Bernabò da parte del cugino Gian Galeazzo che diventa così il nuovo signore di Milano.
Mentre Francesco Gonzaga cerca di salvare i nuovi equilibri politici tra le due famiglie, la povera Agnese pensa a come vendicare la morte del padre andando contro gli interessi del marito.
Non rimane che una drastica decisione: eliminare Agnese.

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Il pretesto è il presunto adulterio con il cavaliere Antonio da Scandiano: venne costruito un intero processo fasullo; per i più fanatici gli atti sono ancora conservati presso l’Archivio di Stato di Mantova, ci informa Simone Rega.
La sentenza per i due “amanti” è la morte.
La mattina del 7 febbraio 1391 lui venne impiccato e lei decapitata e infine i due corpi vennero sepolti insieme proprio in quella che oggi è Piazza Pallone, cortile del palazzo ducale, che era terra sconsacrata; dove una targa ricorda la sciagurata fine della duchessa.

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Il fantasma
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Si racconta che il fantasma di Agnese non riesca a trovare pace perché la poverina non è stata sepolta in terra consacrata. Narra la leggenda che Agnese si ripresenti di tanto in tanto sul luogo dove venne giustiziata… forse per piangere sulle ossa del suo amante? Più persone possono testimoniare di aver sentito nella piazza il lamento di una donna; altri dichiarano di aver visto di notte, tra le finestre del Palazzo e del Castello, una sorta di luce spettrale salire e scendere tra le stanze.
Semplice suggestione? Un custode sbadato che ha dimenticato le luci accese?
Vi consiglio una passeggiata notturna fino in Piazza Sordello e se avete coraggio fermatevi proprio di fronte alla targa, magari anche voi sentirete il suo triste lamento.
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Simone Rega
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(Simone Rega)
Posso dirvi che in tanti dicono di aver sentito dei lamenti nella notte tra il 6 ed il 7 di febbraio..... mah...
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segue - 8
marcello de santis

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Parapsicologia - Articoli di Parapsicologia
Scritto da Marcello De Santis