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Reincarnazione 8/2

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2015-01-09

REINCARNAZIONE 8/2
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Ian Stevenson 1918-2007
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Quindi ha sempre intorno due o tre interpreti (di lingue diverse o della stessa lingua del soggetto); in genere uno traduce, un altro controlla l'esattezze della traduzione, e un terzo a sua volta traduce nella lingua del professore, l'inglese. Eppure, nonostante queste accortezze, discrepanze si verificano sempre e vanno corrette e verificate di nuovo con altre interrogazioni, e  a volte modificate fino ad ottenere la verità o la veridicità del fenomeno.
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d) errori nella redazione dei verbali durante la trascrizione delle comunicazioni dei soggetti intervistati o delle osservazioni di Stevenson.
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E' importante scrivere quando il soggetto o i testimoni parlano, il professore in genere scrive in inglese (anche se conosce e parla e scrive correttamente spagnolo francese e altre lingue), prende appunti e non usa un registratore perché con quello è più difficile dopo percepire con esattezza nomi date, a volte ci sono voci che si accavallano sul nastro e non si capisce bene (va detto che quasi sempre una testimonianza viene fatta in presenza di altre persone - impossibile o quasi averne una singolarmente, in India per esempio si usa così, tutti presenti e tutti insieme, e a volte ognuno aggiunge un particolare mettendo in difficoltà sia l'interprete che lo studioso).
Il prof: Stevenson ha avuto compagno di avventura due collaboratori che gli sono stati molto utili (uno di essi, ad esempio, registrava in contemporanea) e successivamente venivano messi a confronto i testi scritto e registrato per trovare discrepanze nelle testimonianze.
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e) obiezioni sul fatto che bambini di due/tre anni possano parlare bene e con frasi lunghe e articolate.
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Il prof: Stevenson da la spiegazione. Intanto forse anche all'inizio di questo saggio, ho (ha) spiegato che questi piccoli soggetti hanno uno spiccato senso della parola, sono come (quelli che per noi sarebbero) bambini prodigio, precoci o precocissimi nel parlare e nella conoscenza di vocaboli impensabile in un coetaneo normale.
Poi c'è da dire che quando il bambino non sa o non può comportarsi come sopra, o pronuncia male i vocaboli, tanto che lo studioso non capisce ( spesso intervengono i genitori che avendolo vicino da sempre comprendono ciò che il piccolo intende) si aiuta con gesti, o usando parole "piccole" per descrivere fatti "grandi" e queste vanno interpretate, quindi vanno trovate le cose che essi indicano o vogliono indicare, mostrate agli stessi bambini i quali annuiscono o meno: sì, è questo no, non è questo (l'oggetto).
Ancora: spesso l'età non permette di comprendere perfettamente, però con il passare del tempo, un anno di più per il piccolo, per esempio (quindi quando ha tre/quattro anni) egli ripete le stesse cose con un eloquio (più) comprensibile, e con l'aiuto dei genitori si può catalogare tutto ciò che egli riferisce alla esistenza precedente.
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f) il fatto più frequente è l'errore dei testimoni che talvolta ricordano male o in maniera incompleta.
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Cercare di convincersi di questi eventuali errori di memoria è uno degli elementi essenziali per l'accertamento della verità. Questo perché è sempre possibile che vari testimoni si accordino anche inconsciamente che "quella cui hanno assistito o sentito, sia la verità, pur non essendolo".
Ciò è attribuibile anche al fatto che qui in occidente sappiamo che in vari paesi orientali c'è una credenza maggiore che da noi, e espansa in modo anomalo in tutto il territorio, della esistenza della reincarnazione, anche per una questione talvolta religiosa,
Per cui è facile "convincersi" che quella tale cosa sentita o vista o saputa, rien-tri nella casistica del fenomeno che noi andiamo là per studiare.
Quando poi si esamina una caso specifico, non sempre le persone si comportano come sopra detto.
E per cause diverse: intanto la famiglia del bambino non vuole che lo stesso parli di altre vite (teme che scappino per raggiungere l'altra casa o l'altra famiglia; è destinato a morire presto, e loro non lo vogliono; e poi il fatto alla fine presenta sempre problemi per i genitori e i parenti del piccolo)-
Va tenuto presente inoltre, ed è determinante, il seguente elemento: se i vari testimoni (a volte sono molti e anche moltissimi) si fossero messi d'accordo per convergere su un dato fatto, non ci sarebbero tutte a volte troppe) discordanze tra le loro dichiarazioni.
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dopo la morte si vive ancora?
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Per concludere: sotto i suoi occhi sono passati circa tremila casi, che gli permisero di raccogliere una quantità enorme di materiale; man mano che lo otteneva, lo catalogava a seconda dei requisiti comuni e non; studi e ricerche che lo portarono a concludere che
dopo la morte di una persona,
qualche cosa indefinita di essa continua a persistere,
in qualche modo e in qualche luogo,
per motivi che non conosciamo, indipendentemente dalle funzioni cerebrali di quel corpo in cui esso organo agisce,
in funzione finché si è in vita;
e dopo la morte biologica, per una ragione che non sappiamo,  quella "qualche cosa" essenziale alla persona che non c'è più,
dopo un certo tempo va a inserirsi in "un nuovo soggetto";
e ciò può avvenire
a) nel momento del concepimento del nuovo elemento
e quindi per tutto il periodo della gestazione,
b) all'atto della nascita,
c) immediatamente dopo la nascita.
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RACCONTATI DA AMICI
DIANA SGANAPPA
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è una signora di una storica città vicino a Roma, scrittrice e mia amica.
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Mi racconta quanto segue.
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I miei genitori, quando ero ragazza, lavoravano come custodi di una villa e, abitavano in una dependance adibita a casa del custode, appunto. I proprietari non c'erano mai, perché preferivano dormire in un albergo che era di loro proprietà in paese. A me e a mio fratello era stato riservato un piccolo appartamento in villa, all'ultimo piano. Si era agli inizi degli anni 70, io avevo 24 anni.
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In genere verso la mezzanotte, mi svegliavo perché un chiurlo cantava vicino; e così tra il sonno e la veglia, ho incominciato a sentire il rumore pesante di passi sulla brecciolina che copriva i sentieri del giardino. Più di una volta mi sono affacciata per vedere chi ci fosse a camminare, ma non ho mai visto alcuno. Però notavo che i piani sotto al mio erano illuminati.
Poi una notte ho sentito suonare un pianoforte al piano terra; e poi gente cantare e quindi come se fosse in atto una festa, tintinnare di bicchieri e di piatti e posate. "... e un pianto straziante di ragazza..."

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La mattina al risveglio, accingendomi ad andare al lavoro un poco incavolata per aver passato la notte insonne, riferii della festa a mia madre, dicendole appunto che la notte erano arrivati ospiti nella villa e avevano fatto baldoria; e che avrebbero avuto molto da fare per risistemare.
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Quando sono tornata mia madre mi ha chiesto se fossi impazzita... la casa era pulita e in ordine; e non c'era cenno di presenza alcuna.
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Quando poi ella riferì alla proprietaria quanto le avevo raccontato, quella disse che se si erano decisi ad allontanarsi così spesso dalla villa era proprio perché talvolta erano fatti bersaglio di oggetti, anche pesanti, scagliati verso di loro non si sa da chi. A riprova della confessione mostrò a mia madre alcuni lividi che ancora aveva sul corpo.

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I proprietari della villa erano anziani; la signora riferì inoltre che un loro figlio era stato trovato morto nella vasca da bagno. E aggiunse che in villa si erano tenute qualche volta anche delle sedute spiritiche e che, al tempo della seconda guerra mondiale, nelle cantine pare siano stati tenuti dei prigionieri di cui si ignora la fine.
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La signora Diana aggiunge che, essendo per natura paurosa, al sentire di questi fatti, da allora pregava quelle eventuali presenze di lasciarla in pace, e che chiese loro anche dei numeri da giocare al lotto, numeri che non ebbe mai.
Mi chiede di mantenere l'anonimato sui nomi dato che i proprietari oggi sono persone molto vecchie, ciò che faccio.
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Il fenomeno non ha bisogno di delucidazioni ulteriori; fenomeni "auditivi" (i passi, le voci e le musiche) e "visivi" (le luci accese) non insoliti in fatti di parapsicologia; e lamenti e pianti che riportano a entità disincarnate che non hanno ancora spezzato il legame che li lega ai luoghi dove sono stati e (forse giustiziati? i prigionieri).
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marcello de santis
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(segue 8/2)

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Parapsicologia - Articoli di Parapsicologia
Scritto da Marcello De Santis