| 12-01-2009 |
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SUL VOLGER DELLA SERA Tra disperse fratte nomade muovo a procacciar cosparso un riverbero: barlume che incida immutate profondi le radici. La mente entro memorie si sfalda e il tempo sa di luna piena che d'immortal ragione ogni silenzio vela... Si dilata allora e s'alza segreto uno sguardo a raccattar verdi le promesse che adagio raccolsi sull'arcano disegno dell'Eterno. Ben saldi trattengo a terra i piedi fintanto che attorno s'espande dell'oblio il potere intatto che dimentica le cose. Null'altro m'occorre giacchè fulminio s'eleva immane il pensiro; di supremo alito leggero sperde sull'altura impalpabile dell'essere... Comprendo è fragile emozione inesorabile continua ma... evanescente spande la trama: sostenta all'ingrato destino sotto cenere sparsa aureo un fuoco che dolcemente sgela sul volger della sera.
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