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Rosella Rapa (Il codice Nemesis 2) Stampa E-mail
26-03-2009
Pagina vista 349    

Il Codice Nemesis – Libro II -
Il ritorno dei Cavalieri dell'Ombra


Il testo di Emiliano Albanese, si può definire un racconto avventuroso immerso in eventi surreali. Un libro decisamente fuori dai canoni consueti, e, pertanto, originale. Dovrebbe essere una storia a sé stante, ma è assai difficile da comprendere, se non si è letto il libro primo, in cui la simbologia che sta alla base delle opere dell'autore si manifesta in modo più evidente.

Lo schema narrativo è identico: storie distinte, separate in capitoli brevissimi. Però l'autore non desidera fare una copia, né una mera continuazione. In questo libro secondo vengono quindi inseriti alcuni elementi più tipici del Fantasy: cavalieri, re, popoli, battaglie. All'inizio, più che di magia vera e propria, si percepisce un alone di mistero e di inquietudine, tendente al surreale. I personaggi, ben definiti nell'aspetto, suscitano immediatamente curiosità. Tuttavia, il susseguirsi di questi capitoli, che presentano singolarmente grande abilità costruttiva, risulta, a mio parere, eccessivo quando si continua oltre le prime pagine. Il lettore fantasy, abituato a seguire una vicenda che dovrebbe unificarsi, può adattarsi al massimo a due o tre filoni paralleli, ma, a questo punto, i personaggi devono già aver assunto un nome, e una precisa collocazione nella vicenda. Il rischio è di smarrirsi, frastornati dai continui colpi di scena.

A sorpresa, quando si pensa che il romanzo sia solo un seguito d'avventure, quasi sconclusionate, ecco comparire magie, vere magie, espressioni di pura fantasia e personaggi davvero singolari: sirene e ninfe. Notevole. Da qui noto un altro particolare, che mi colpisce molto favorevolmente: la presenza delle donne; di tutti i tipi. Regine, guerriere, scudiere, amanti, creature magiche, o semplici umane. Questo è un mondo completo. Il finale è molto suggestivo, sempre nel suo ambito surreale. Tuttavia, dei tanti, tantissimi personaggi citati nel susseguirsi dei vari capitoli, si perde completamente traccia: non erano affatto indispensabili allo svolgersi degli eventi.

La capacità dell'autore di padroneggiare la parola, il linguaggio, la fraseologia, non dà adito a dubbi: è una persona di cultura, profonda ed eclettica, ed ha letto e riletto il suo libro con molta attenzione. Lo scrittore è cresciuto artisticamente, e si nota, ma anche  questo é un libro difficile. Ogni capitolo è singolarmente valido nel suo esistere, simile ad un bozzetto impressionista che dipinge una scena dai contorni indefiniti, eppure vivissima e colorata. L'impianto narrativo, tuttavia si perde nell'eccessiva frammentazione: le tessere
del complesso mosaico non riescono ad incastrarsi tra di loro. Inoltre l'eccessivo affollarsi di personaggi rende impossibile una loro compiuta descrizione psicologica lasciandoli tutti
in un limbo onirico. Nella parte finale, la descrizione della  battaglia finale appare priva di sostanza, e di spirito guerriero, mentre le apparizioni fantastiche, i sogni, le visioni catturano per la loro efficacia e potenza narrativa, balzando vivide davanti agli occhi, quasi volessero uscire dalle limitate pagine di carta stampata.

Parliamo infine della forma: il libro si presenta molto bene, con una bellissima immagine di copertina, buona rilegatura, editing curato. Tuttavia il "ritorno" riconduce a pensare che, senza avere in mano il primo libro, si sia perso qualcosa. Poiché questo era un particolare importante, un minimo di riassunto degli eventi passati era necessario.

In conclusione, gli elementi fantasy citati in titolo e copertina (codici, templari, cavalieri e quant'altro)  appaiono spaesati, fuori luogo, inseriti in un contesto che non gli appartiene.
Il lettore va catturato al primo sguardo, ed è importante catturare il lettore capace di apprezzare il libro. In bilico tra Fantasy e Onirico - Surreale, era meglio, a mio parere, porre enfasi su questo secondo aspetto. Per quanto questo genere possa apparire complesso e poco noto, è quello più congeniale allo scrittore: presumendo che un artista sia importante per la sua unicità, piuttosto che per la notorietà, credo sia giusto insistere sulle parti che forniscono vera ispirazione letteraria.


Rosella Rapa


Titolo: Il Codice Nemesis – Libro II – Il ritorno dei cavalieri dell'ombra
Autore: Emiliano R. Albanese
Editore: MEF L'Autore Libri, Firenze
ISBN:  978-88-517-0882-5
Pagine: 85
Prezzo: € 7,20


Pubblicato in : , Recensione libri

Commenti utenti (5)
Postato il Emiliano R.Albanese, 02-11-2009,
Il Codice Nemesis Libro Secondo 
 
Controcritica 
 
Cara Rosella, 
lo riletto a freddo le critiche letterarie riguardo al mio romanzo “Il Codice Nemesis Libro Secondo”. 
 
La prima obbiezione che mi si addita è la carenza di stile. Tu sai che lo stile di un autore si forma col tempo e l’esperienza. Essendo al mio secondo romanzo non è una giustificazione ma almeno spero un’attenuante. 
Un modo per migliorare lo stile sarebbe la frequentazione di una scuola di scrittura creativa. Premesso che nel 1996, anno in cui ho scritto il romanzo, non avevo cognizione se ce ne fossero in giro. Quello della scrittura creativa è un fenomeno venuto fuori negli ultimi anni e come si sa non sempre il risultato e la serietà professionale delle suddette è garantito. Il costo più o meno elevato quello sì. Al di là della scarsezza delle mie risorse convince poco pure la finalità di innovazione letteraria generata dalle suddette scuole. Non escludo che anche tra loro ci siano le eccellenze. Ma sono poche ed elitarie. Poi non mi risulta che i grandi scrittori del passato abbiano mai frequentato siffatte scuole. 
 
Un'altra obbiezione è la stesura lessicale un po’ barocca. I termini sono altisonanti ed arzigogolati. Una mia riflessione va ai nuovi autori generazionali ed all’aridità lessicale dei loro coetanei. Leggono poco e scrivono i temi d’italiano con il linguaggio degli sms. Ben venga la ricchezza di vocaboli che arricchiscono un romanzo. 
Tuttavia mi sono ispirato molto a R.E.Howard. Un classico del fantasy. La sua saga di Conan fu scritta negli anni ’30 del secolo scorso per un pubblico medio americano la cui limitatezza culturale è proverbiale. Ciò non ha impedito ad Howard di dare ai suoi libri uno stile in cui ogni parola apriva un mondo immaginario e dava un tocco di estremo realismo grazie proprio alla potenza narrativa del suo vocabolario. Howard diceva “Uno scrittore mediocre di questi tempi si muore di fame!”. Lui scriveva romanzi popolari fortunatissimi che appassionano ancora eppure oggi in Italia diremmo che scriveva in maniera barocca. 
 
La Trama…è vero il secondo libro è più ostico del primo perché meno tradizionale. Ma bisogna pur fare qualche tentativo per innovare un genere piuttosto statico e circolare. Personalmente ho letto Howard, T.Lee, A.Campbell etc. A lungo andare trovavo i romanzi ripetitivi. Manichei diremmo. 
Quello dei templari e del codice miniato è un pretesto. In fondo già nella premessa si intende che il contenuto del manoscritto è un’allegoria. Che allegoria? Le forze della natura, del cosmo, le divinità, la lealtà,l’eroismo, l’umana disumanità.  
Mi si obbietta che il romanzo è troppo breve per essere descrittivo e discorsivo. La lunghezza non è sempre un vantaggio e molti autori classici erano concordi. Mi dicessero che Siddartha di Hesse è troppo breve per essere descrittivo. 
 
Troppi luoghi, tempi diversi condensati in poche pagine. Ecco appunto. Il mio può essere definito un romanzo quadrimensionale. Il tempo, lo spazio, le varie dimensioni sono impregnate di magia e di illusione. E’ per questo che esiste-nonesiste Demetra, la città eterna. I personaggi a volte saltano nello spazio e nel tempo come se seguissero un percorso lineare. La scienza quantistica applicata al fantasy. Perché per la science-fiction può valere e per un fantasy no? A maggior ragione che il fantasy ha il pretesto della magia, dell’illusione. Altre volte la scena è fisica, reale come lo svolgersi delle battaglie. Reale come il sangue che scorre. Lì interviene la mano dell’uomo, l’arbitrio. 
L’illusione crea altra illusione e fonde sogni e destini diversi. Raul sogna una donna che sembra Nora ma può essere anche Eleonora, la donna bramata da Cagliostro. Il sogno intorpidisce lo sfondo e rende nitide le forme del viso di una donna che può somigliare ad un’altra in questa o in un’altra dimensione eppure essere differente come lo è ognuno di noi. Perché proiettiamo sulle persone le nostre ombre ed i nostri più nascosti desideri. Un po’ come la vita reale. 
 
Eppure i miei eroi hanno desideri umani e l’imperfezione che li fa arrancare verso il divino. I personaggi non sono funzionali alla storia? E’ nella vita reale chi lo è! Finché non trovano un loro senso ma non subito. 
 
Mi si obbietta che la struttura grammaticale non è conforme ad un romanzo tradizionale. Forse si. E’ vero. In realtà è pensato e strutturato più come graphic novel che come romanzo classico. La punteggiatura enfatizza i dialoghi ed il contesto. No ché non si possa migliorare l’insieme! Dovevo sostituire con altri artifizi grammaticali, le parole e la punteggiatura soprattutto, l’impatto visivo che dovrebbero dare le immagini. Magari con qualche ritocco esperto si potrebbe implementare la struttura narrativa in maniera più fluida. Ma questa è un’altra faccenda. 
 
Effettivamente il romanzo come dici tu “è più un genere fantastico che fantasy”. Sicuramente è originale forse innovativo. Ed ostico. Voleva essere sì un romanzo fantasy ma un po’ fuori dagli schemi. Come sentivo di farlo. Il finale aperto non esclude nuovi capitoli.  
Tuttavia non è detto che ciò che è cominciato debba essere necessariamente finito. In questo mi sono blandamente ispirato dal “non-finito” michelangiolesco. Nulla è veramente finito finché non è finito. Evolve, degenera, si ricrea. Come la vita. 
Emiliano R.Albanese 
Roma 2/11/09
 
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Postato il Gwendydd, 26-03-2009,
Grazie, carissime, anche io sono felice di essere tornata. :)  
Per me è un momento critico, sono un po' in crisi come ispirazione, sento il bisogno di leggere.  
Spero che Emiliano Albanese ne abbia tratto vantaggio. 
A Presto !!! 
Rosella :zzz :zzz :zzz
 
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Postato il tinti, 26-03-2009,
:grin Rosella meriti un applauso perchè fai entrare nelle storie !Brava! 
Tinti
 
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Postato il irene, 26-03-2009,
ecco hai toccato la corda giusta: io col fantasy rischio di smarrirmi, confondo nomi, personaggi luoghi. Presentato da te viene desiderio di riprovare. Grazie. irene :) :grin ;) :p
 
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» Vedi le 1 risposte

Postato il Roberta Bagnoli, 26-03-2009,
Cara Rosella grazie anche per questa "seconda recensione". Ammiro la tua capacità di analisi, sei stata brava ed hai fornito anche a noi dei buoni riferimenti, sei stata sincera e credo che questo vada a vantaggio di tutti, anche di Albanese stesso. Complimenti sinceri ed auguri al "promettente scrittore". 
Roberta 8) :grin
 
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