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Rosella Rapa (La conquista della Britannia) Stampa E-mail
31-03-2009
Pagina vista 371    

LA CONQUISTA DELLA BRITANNIA (De Excidio Britanniae)
Traduzione e commento di: SABRINA GIURICEO


Nel retro copertina di questo libro, subito compare un cenno al mitico re Artù: è doveroso citarlo. Normalmente, chi si occupa del ciclo Arturiano in maniera professionale, o semi-professionale, giunge a questo libro, e ai suoi “quasi” contemporanei, verso la fine delle proprie ricerche. Io, invece, lo collocherò per primo, tra le mie recensioni, e cercherò di spiegarvi  il perché.

Non vi parlerò di Gildas, né della sua epoca: è tutto nel libro. Vi dirò solo perché l’ho letto: mi è stato regalato da un’amica, che conosce la mia passione per le storie di Re Artù e dei suoi Cavalieri. A dispetto di quanti lo credono solo un’invenzione, Arthur di Britannia è invece un personaggio storico, protagonista di quei “secoli bui” che spesso vengono liquidati, nelle nostre scuole, davvero troppo in fretta.
Va precisato subito, tuttavia, che  il testo di Gildas/Giuriceo non è un libro su re Artù, ma sugli avvenimenti della Britannia. Certo, Gildas parla anche del valoroso Ambrosio Aureliano, che in seguito contribuirà a formare la figura di Arthur, però non è un libro su di lui. É bene chiarirlo per evitare fraintendimenti ai non esperti, anche se per me è stato un testo fondamentale per le mie personali ricerche.

Uno dei maggiori problemi per chi, come me, appassionato di storia antica, ma quasi totalmente digiuno delle lingue di allora (le cosiddette lingue morte) si trova ad affrontare, è proprio la difficoltà di raggiungere i testi. Originali, intendo. Bisogna affidarsi a traduttori, traduttori di traduttori o semplicemente interpreti. In questo panorama un pochino avvilente, il libro di Sabrina Giuriceo si colloca sicuramente un gradino sopra gli altri.
Innanzi tutto propone il testo originale, in latino: e questo permette a me di leggerlo, con difficoltà forse, ma aiutata dalla traduttrice, posso trarne le mie conclusioni, oltre che le sue. Inoltre ciò permette anche di apprezzare in tutta la sua pienezza, come, a lato, il testo di Sabrina proponga una traduzione fluida e scorrevole, priva di parole inutilmente arcaiche o ampollose, ma ricca di termini precisi che il nostro moderno linguaggio sa perfettamente offrire.

Le note, raccolte al fondo del libro e non sparpagliate lungo il percorso, consentono sia la consultazione immediata, sia la possibilità di leggerle insieme. Si tratta di un vero “libro nel libro”. Sabrina spiega “perché” Gildas scrive in un certo modo e “come” esso vada interpretato. Lo storico dell’alto medioevo non assomiglia per nulla al nostro concetto di “cronista”; ma semmai si avvicina a quello di “moralista”. Poi sono trattati i ragionamenti più strettamente storici. E qui forse è meglio essere già a conoscenza dell’argomento: siamo al tempo della conquista della Britannia, abbandonata dai Romani, invasa dai Sassoni. Ma le vicende storiche (e leggendarie) di un periodo tanto turbolento sono molto complesse.
Ecco l’importanza della bibliografia. Non è un esercizio sterile; ma un utilissimo compendio per rafforzare la propria biblioteca.

La prefazione, che cito per ultima, va invece letta subito e non saltata a piè pari: è, infatti, fondamentale per comprendere l’antico autore, Gildas, figura anch’essa quasi leggendaria, ma che in questo libro diventa viva e tangibile, quasi presente, con la sua narrazione davanti ai nostri occhi.

In conclusione: complimenti alla traduttrice-curatrice, nell’attesa d’altre versioni. Adatte a studiosi del latino, della storia e a molti studenti, che invito a leggere questo testo per comprendere l’importanza del latino. Spero che anche gli insegnanti vorranno ascoltarmi. Cicerone sarà davvero un esempio di “bello scrivere”; ma la letteratura latina non si ferma lì. Prosegue per mille anni ancora. Ed è, a mio parere, un patrimonio culturale che va coltivato.
Infine, mi permetto di consigliare il libro a tutti gli appassionati di storia antica, letteratura latina, leggende arturiane e… a chi non si accontenta più dei libri di cassetta, ma cerca da leggere qualcosa che arricchisca il proprio essere se stessi.

 NEWS!:
 Gildas sarà adottato come testo al corso di Lingua e Letteratura romanobarbarica della prof. Elena Malaspina il prossimo anno accademico.


ROSELLA RAPA

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Autore: GILDAS (V-VI sec. d.C.)
Traduttrice e commentatrice: SABRINA GIURICEO
Pagg. 100, € 10,00
Editore IL CERCHIO - Iniziative editoriali - Rimini
ISBN 88-8474-077-0
Anno di pubblicazione: 2005 (prima versione italiana in assoluto)

Pubblicato in : , Recensione libri

Commenti utenti (5)
Postato il Gwendydd, 02-04-2009,
Care amiche , devo confessarvi una cosa... 
Ho passato cinque anni di Liceo Scientifico senza studiare una parola di latino: copiavo sfacciatamente, ma nessuno se ne avvide mai, perchè ero la classica "prima della classe". A mia discolpa posso solo evocare un insegnante delle medie che aveva il raro talento di complicare anche gli aspetti più semplici dell'antica lingua, e la forzatura a studiarlo per l'esame (non era obbligatorio) quando io non volevo.  
Da questa vicenda ho tratto moltissime "lezioni di vita". Più avanti negli anni cominciai a interessarmi al ciclo Arturiano, e quindi non solo al latino, ma anche al greco, e persino al gallese! Non ho recuperato tutto, ma certo ora sono convinta che nulla è inutile nello studio. Ma anche che bisogna saper stimolare i ragazzi: la letteratura antica offre pagine bellissime. Ed ora sono felice di poterle comprendere, anche se con un piccolo aiuto. 
Un Grazie a tutti.  
Rosella :zzz :zzz :zzz Pazzerella :zzz :zzz :zzz
 
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Postato il irene, 01-04-2009,
bravissima Rosella, e non lo dico tanto per dire: io ho un rispetto incredibile per le persone che riescono ad esporre, con un linguaggio comprensibilissimo ed esauriente, qualsiasi argomento, specie se specifico. Ho apprezzato tantissimo. irene
 
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Postato il tinti, 01-04-2009,
volevo aggiungere al commento precedente i complimenti vivissimi alla traduttrice! 
Tinti :)
 
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Postato il Roberta Bagnoli, 01-04-2009,
Rosella carissima avevo già letto il tuo saggio e l' ho riletto volentieri e finalmente posso esprimerti le mie considerazioni. Ti confesso che non ho la tua preparazione, io non sono una studiosa di storia, nè ho la capacità di leggere un libro in latino, l' ho studiato a scuola e mi piaceva anche, ma devo farti 
i complimenti per la naturalezza e la passione che riesci a tramettere attraverso i tuoi scritti. E da quando ti conosco ho scoperto cose che non conoscevo e te ne sono grata, quindi comtinua a regalarci le tue belle e affascinanti scritture, io ti 
seguirò con entusiasmo e attenzione. Complimenti vivissimi a te e naturalmente alla traduttrice Sabrina Giuriceo. 
Roberta :roll ;) :grin
 
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Postato il tinti, 01-04-2009,
La tua recensione è particolarmente interessante perchè differente dalle alcune,sopratutto quelle a commento di testi complessi,che sono spesso confuse e non stimolanti.Tu spieghi al lettore,gli fai capire quali sono le reali difficoltà,lo esorti ad approfondire le conoscenze o a farsene delle nuove.Inoltre le tue osservazioni sul latino che insegno da una vita mi accomunano a te.Ritengo infatti che leggere L'Eneide in latino o alcune poesie o Cesare o...sia una soddisfazione immensa e che formi la persona.Grazie sempre cara che ti cimenti e mai ti arrendi. 
Tinti :) :) :)
 
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