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Rosella Rapa Stampa E-mail
30-05-2008
Pagina vista 256    

 Pioggia

 

 

 

E’ tutto normale. L’auto passa rombando tra le pozze sempre più fonde, gli schizzi si sollevano alti sopra i finestrini. I tergicristalli, in movimento sempre più folle, cercano di spazzare via gli scrosci, troppo violenti anche per loro.

 

Ci siamo abituati. Procedi piano, ma senza mai fermarti; ascolta i giri del motore per essere pronto al primo cedimento. Non toccare i freni, né la frizione, marcia bassa, mani ben salde. Squilla il cellulare, non importa: hai solo due orecchie, una per il motore, l’altra per l’acqua. Ecco il segnale verde: bene, se non ci sono pazzi o TIR l’asfalto è buono. I bordi protetti. Dà sicurezza, la nostra tangenziale. Si sa bene cosa succede in questi casi, sappiamo come ci si comporta. Questa uscita non va bene, troppe curve, meglio l’altra, è più lunga, ma è dritta come una freccia. Purché un albero non sia caduto!

 

 Sembra quasi che piova di meno. Ecco, ci siamo: che bello il garage sotto casa, non ci si bagnano neppure le scarpe. Saliamo in casa, leggiamo il messaggio: forse è meglio accendere la TV.

 

E scopri che la Montagna ha ucciso, un'altra volta.

 

 29 maggio 2008, Torino.

 


Pubblicato in : , Narrativa

Commenti utenti (3)
Postato il Robert Ewing, 18-07-2008,
Cara Rosella, 
le morti assurde sulle strade, quelle non dovute alla fatalità ma all'imbecillità, sono un prezzo altissimo da pagare e un monito per i "superstiti", che hanno il compito di risolvere il problema, enfatizzando la prevenzione e la preparazione di chi guida. Ma se poco si potrà contro l'incoscienza e sull'assoluta non osservanza delle regole elementari di comportamento, figuriamoci con la natura da noi malmenata che si ribella e ci osteggia quando sacrifichiamo noi stessi sull'altare del progresso, e cioè quando, montagna oppure no, siamo costretti a convivere con la nostra fragilità rischiando la vita per poter vivere. Ben detto carissima, infine. Fa riflettere moltissimo come una massima da incorniciare più efficace di mille insegnamenti. Congratulazioni. Robert Ewing.
 
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Postato il Cinzia Baldini, 31-05-2008,
Indubbiamente le parole del tuo brano lasciano riflettere sulla precarietà della nostra esistenza, sull'assudità di alcune morti, sull'incoscienza umana e su quanto noi uomini e donne cerchiamo di complicarci la vita e di non viverla al meglio secondo un ritmo naturale ma assecondando i falsi bisogni e le ipocrisie che la società "civile" ha creato. E la natura? Questa sconosciuta che ogni giorno violentiamo e annientiamo ogni tanto si vendica e pretende il rispetto che gli è dovuto e solo in quei momenti riprendiamo coscienza di quanto siamo insignificanti al suo cospetto. 
Ottimo lavoro!
 
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Postato il da Roma, 30-05-2008,
Quando accadono queste tragedie ci si chiede sempre se si potevano evitare. 
I lutti cittadini sono di tutti, e con profondo dolore va un pensiero a tutte le famiglie colpite. 
d.r.
 
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