| 30-05-2008 |
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Pioggia
E’ tutto normale. L’auto passa rombando tra le pozze sempre più fonde, gli schizzi si sollevano alti sopra i finestrini. I tergicristalli, in movimento sempre più folle, cercano di spazzare via gli scrosci, troppo violenti anche per loro. Ci siamo abituati. Procedi piano, ma senza mai fermarti; ascolta i giri del motore per essere pronto al primo cedimento. Non toccare i freni, né la frizione, marcia bassa, mani ben salde. Squilla il cellulare, non importa: hai solo due orecchie, una per il motore, l’altra per l’acqua. Ecco il segnale verde: bene, se non ci sono pazzi o TIR l’asfalto è buono. I bordi protetti. Dà sicurezza, la nostra tangenziale. Si sa bene cosa succede in questi casi, sappiamo come ci si comporta. Questa uscita non va bene, troppe curve, meglio l’altra, è più lunga, ma è dritta come una freccia. Purché un albero non sia caduto! Sembra quasi che piova di meno. Ecco, ci siamo: che bello il garage sotto casa, non ci si bagnano neppure le scarpe. Saliamo in casa, leggiamo il messaggio: forse è meglio accendere la TV. E scopri che la Montagna ha ucciso, un'altra volta. 29 maggio 2008, Torino.
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